Le antiche mura “etrusche” di Orbetello – Atti della Tavola Rotonda

In questo libro sono contenuti gli atti della Tavola Rotonda che si è svolta il 22 e 23 settembre 2017 ad Orbetello, primo atto di un progetto, presentato nella premessa al volume, che ha come obiettivo la conoscenza, la riqualificazione e la valorizzazione dell’antica struttura che cinge il centro storico della città.

Nel corso dei lavori, dopo una presentazione della storia del monumento dall’epoca rinascimentale ad oggi (Cardosa), una serie di relazioni hanno offerto un quadro complessivo della formazione dell’ambiente lagunare (Velasco) e del popolamento della città e del suo territorio in epoca preistorica (Leonini – Cardosa), etrusca (Zifferero, Ciampoltrini) e romana (Celuzza). Nella seconda parte si è offerta una panoramica dei sistemi di fortificazione in Etruria dalla tarda protostoria (di Gennaro) all’epoca etrusca, con confronti con strutture simili nei territori vicini, quali Vulci (Cerasuolo), Saturnia (Rendini) e Vetulonia (Rafanelli), mettendo inoltre a confronto le mura poligonali di Orbetello con le strutture in tecnica analoga note in area laziale (Cifarelli). A conclusione si è presentato un saggio di rilievo strumentale dell’antica struttura con le possibilità, dal punto di vista della conservazione e della valorizzazione, che tale tecnica offre (Palla – Scalabrelli).

Dai lavori del convegno è emerso come l’ambiente in cui si è sviluppato il primo insediamento dell’area urbana sia tutt’altro che conosciuto; in particolare rimangono incerti: il livello dell’acqua, la stessa morfologia della laguna, la profondità del suo fondale, il collegamento o meno con il mare aperto, la salinità dell’acqua, la navigabilità, tutti dati di fondamentale importanza per comprendere le vicende insediative di Orbetello. Sembrerebbe invece assodato che le mura si fondarono su una paleo spiaggia, oggi scomparsa, quasi sicuramente agli inizi del III secolo a.C., in concomitanza con la fondazione della colonia romana di Cosa (273 a.C.), anche se sulla datazione non tutti gli studiosi sono concordi.

Il volume costituisce una prima ed unica raccolta di informazioni sul manufatto, sul periodo in cui fu realizzato con confronti tra strutture simili, e costituisce il necessario punto di partenza per una qualsiasi operazione di valorizzazione. Abbiamo fatto un ulteriore sforzo per dare un’importanza all’evento ed alla riqualificazione delle mura perché vogliamo ripartire da questi atti per proseguire nel progetto di valorizzazione.

Durante i lavori del gruppo è stato realizzato un modello 3d di una parte delle mura, circa 350 metri, che ci ha permesso di evidenziare le criticità e gli interventi necessari.

Leggendo questo codice QR con uno smartphone potrete vedere il modello 3d delle mura in una versione alleggerita.

http://www.effigi.it/muraorbetello/

Mostra sulla Difesa Costiera dei Reali Presidi Di Toscana

Si è aperta ieri, presso la sala del Frontone di Orbetello, la mostra che espone i pannelli con le strutture difensive costiere dei Reali Presidi di Toscana curata da Gualtiero Della Monaca.

La mostra rimarrà aperta tutti i giorni dal 21 al 30 aprile con il seguente orario:

  1. mattina dalle 10,00 alle 12,00
  2. pomeriggio dalle 17,00 alle 19,00.

 

LE ANTICHE MURA “ETRUSCHE” DI ORBETELLO – Dal mito al presente

CONVEGNO MURA ETRUSCHENei pomeriggi del 22 e 23 settembre a partire dalle ore 14,45 al piano terra della Polveriera Guzman.

ORBETELLO – In ricordo dell’opera di Don Pietro Fanciulli che ha saputo conciliare l’attività sacerdotale con la naturale inclinazione alla ricerca storica e all’insegnamento, lasciando un grosso contribuito alla conoscenza di questo territorio attraverso i suoi scritti e le su e ricerche, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena, Grosseto ed Arezzo con il Circolo Culturale Orbetellano Gastone Mariotti, il Centro Studi Don Pietro Fanciulli, LegalMente e Tecnologie di fruizione culturale, ha rea lizzato un progetto dal titolo: Le Antiche Mura “Etrusche” di Orbetello – dal mito al presente, con lo scopo di approfondire la conoscenza delle prime fasi di vita delle mura che circondano il centro storico di Orbetello.

 

Il progetto è articolato in tre fasi: una conoscitiva, di sintesi della documentazione disponibile e di realizzazione di indagini geognostiche (carotaggi continui che permettano di conoscere e datare le stratigrafie del promontorio e della laguna); una congressuale, della durata di due giorni, per fare il punto sulle conoscenze e sulle problematiche relative; una progettuale, per stabilire le strategie su cui impostare le indagini future e le possibili scelte di valorizzazione. Ad esempio, si potranno studiare gli scavi inediti del centro storico di Orbetello, valutare se verificare con un sondaggio stratigrafico le fasi di impostazione delle mura, creare percorsi di visita che aiutino gli abitanti e i visitatori a comprendere la complessa storia della città e del suo ambiente unico.

Lo scopo che la Soprintendenza, il Comune e le associazioni proponenti si propongono di raggiungere è l’integrazione delle esigenze di conoscenza scientifica con la restituzione al pubblico dei risultati delle ricerche, attraverso lo sviluppo di alcuni temi: promuovere il restauro, la messa in sicurezza e la valorizzazione dell’opera unica nel suo genere; appurare la funzionalità del manufatto, se muro difensivo o di sostegno del promontorio, se a protezione di un porto o di un insediamento abitativo; Verificare la sua profondità; datare la prima fase di costruzione delle mura e le prime fasi di insediamento nella laguna; raccogliere i risultati dell’incontro in una pubblicazione scientifica.

La tavola rotonda si terrà nei giorni 22 e 23 settembre presso la Polveriera Guzman, e i lavori verranno coordinati da un Comitato scientifico. All’evento hanno aderito tutti i principali esperti del settore, docenti appartenenti a diverse università italiane che affronteranno i singoli temi per fare un quadro d’insieme della situazione politico ambientale dell’epoca in cui si presume sia stata realizzata l’opera.

CONVEGNO MURA ETRUSCHE - programma completo

Il Circolo Culturale Gastone Mariotti, vista l’importanza del progetto dal punto di vista storico e turistico, ha ottenuto dal Comune di Orbetello un contributo economico da utilizzare nella prima fase, le prospezioni. L’evento si avvale inoltre della sponsorizzazione di alcune imprese locali sotto forma di servizi erogati gratuitamente.

Afferma l’Assessore alla Cultura Maddalena Ottali: “siamo molto felici che nel nostro territorio, così ricco di storia e di cultura, ci siano Associazioni, come il circolo Culturale Gastone Mariotti, che si impegnano per approfondire e portare a conoscenza della collettività il nostro passato attrCONVEGNO MURA ETRUSCHE - programma completo2averso lo studio dei suoi monumenti. Siamo certi che l’iniziativa sarà utile non solo per arricchire l’archivio storico del Comune ma anche per le future determinazioni che vorremo prendere a riguardo in accordo con la Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio per le Province di Siena, Grosseto e Arezzo. Ringrazio sentitamente tutti coloro che hanno partecipato a questo progetto condividendo le proprie competenze con il supporto, fondamentale, della Soprintendenza”.

 

di Edoardo Federici Inviato su Varie

IL MESTIERE DI CITTADINO

Cittadinanza e diritti della persona copia copiaI lavoratori nel passato, anche se in gran parte erano portatori di carenze intellettuali e, forse, anche morali dovute alle oggettive condizioni materiali di vita, avevano comunque saputo trarre, spesso spontaneamente, linfa vitale per migliorare e migliorarsi, attraverso tanti sacrifici, ma anche con intelligenza e abnegazione.
Sembrerebbe che le cose non stiano più così, e che anzi, si cerchi di fare ogni sforzo perché ciò venga cancellato dalla nostra mente.
Oggi, che l’istruzione è arrivato in ogni casa, dovremmo essere capaci di mettere in atto una ricerca continua tesa ad una rivalutazione culturale che possa consentirci di realizzare il grande obiettivo della completa liberazione e permetterci, finalmente, di sopprimere tutti gli orpelli di una conoscenza intellettuale fine a se stessa, surrogato dell’azione politica a tutti i livelli della nostra vita. Quindi un cambiamento generale del modo di pensare ed agire, che cominci col modificare in primo luogo noi stessi.
Perciò, oltre alla necessaria battaglia politica in campo aperto, se ne deve combattere una assai meno appariscente e certamente meno esaltante, quella del cambiamento dei rapporti umani a cominciare dal nostro essere.
Un lungo filo rosso copia copiaIl pessimismo dell’uomo è cosa antica, ma oggi sembra cresciuto fino a compromettere le sorti stesse dell’umanità. Per questo è necessario ritrovare una lucida volontà e sicuramente anche una buona dose di disponibilità, per non continuare a vivere sul filo del rasoio, e per poter ritornare ad una forma di vita migliore.
E’ necessario quindi riflettere e studiare per raggiungere un più alto livello di consapevolezza, per l’acquisizione di un’altra cultura di un altro convincimento rispetto ai dettami demagoghi e populisti attuali.
Certo, la politica è cosa assai importante e, spesso inconsapevolmente, continuiamo a farla con ogni nostro atto giornaliero (sarebbe meglio consapevolmente), ma nel frattempo dobbiamo essere in grado di studiare la nostra storia. osservare la realtà passata e quella del nostro tempo, per poter comprendere la realtà in evoluzione e per appropriarci degli elementi originali e fondamentali per proiettarli con lucidità nel futuro.
Ciò potrà consentirci di mettere in rilievo, al di la di ogni altra importante considerazione, il fallimento di una linea politica e di una pratica di governo dovuta, in primo luogo, alla mancanza di una alternativa culturale e alla scarsa capacità di comprendere il paese e il mondo.
Fermarsi sulle posizioni acquisite, anche se di progresso, a lungo andare, senza una nuova ricerca, un rinnovamento culturale e senza comprendere la realtà in evoluzione, si finisce con il relegare anche le idee più avanzate in una condizione di minorità e di conservazione.
La crisi del potere politico è pertanto legata ad una assenza di visione del mondo, di corretta ideologia, di capacità di proporre un modello in cui si compongano i portati delle scienze e le esigenze morali e civili delle popolazioni.
Ci troviamo, quindi, una classe dirigente al potere priva di una visione, di una cultura e di un modello da proporre e lontana dalle esigenze morali e civili dei cittadini, degli amministrati. Si è creato così quel vuoto di potere nel quale si sono inserito e continuano ad inserirsi corpi intermedi (corruzione, criminalità organizzata, privilegi di ogni genere, disoccupazione e povertà aprendo in tal modo la strada a pericolose soluzioni.
E’ questo un discorso che comincia ormai a diventare valido non solo per l’amministrazione della cosa pubblica, ma anche per le diverse associazioni e per le imprese in generale.
Dovremmo perciò avere la capacità di dar vita a gruppi dirigenti, che per essere tali devono avere da proporre una nuova visione del mondo, una cultura in grado di supportare tale visione ed essere in consonanza con le esigenze morali, sociali e culturali dei cittadini.
Sono sensate le cose fin qui evidenziate, anche se succintamente??
In caso affermativo, in che cosa abbiamo mancato nel corso di tutti questi anni?
Dove, quando e perché abbiamo sbagliato?
Si possono recuperare le idee così ben evidenziate e sintetizzate dalla nostra Costituzione repubblicana, quelle idee che hanno permesso di costruire una nazione, che hanno segnato momenti importanti per la crescita democratica, morale, civile, culturale?
Possiamo ancora pensare ad una vita migliore con un residuo di speranza?
Parliamone.
Bene! Io penso che la speranza di un mondo migliore, meno ingiusto non sia ancora del tutto tramontata, a condizione di essere in grado di organizzarci per cominciare a recuperare la nostra storia, la nostra memoria, per contribuire, in molti, a delineare un futuro diverso da quello che attualmente intravediamo che, in un certo senso, c’è stato pian piano imposto. Ciò permetterà di acquisire velocemente la consapevolezza che ognuno di noi è artefice del proprio futuro, che pertanto il futuro non è ancora scritto, di andare a ricostruirlo con la convinzione che noi possiamo dare un importante contributo.
Diventare tali significa diventare dei cittadini veri, significa comprendere che il dubbio e la critica ci aiuteranno ad essere autenticamente liberi: dubbio e critica anche a proposito delle nostre credenze, dei nostri ragionamenti e rispetto a qualsiasi teoria della conoscenza.
Certo, tutte cose che non possono essere considerate certezze definite, ma per poter fare il nostro mestiere di cittadino sono, senza dubbio, già sufficienti.

di Giovanni Damiani Inviato su Varie

Il progressivo e inarrestabile degrado dei beni culturali Orbetellani

Cari amici,

il Circolo Culturale Orbetellano Gastone Mariotti, in relazione alla situazione in cui si trovano i beni culturali e i monumenti della nostra comunità, da un po’ di tempo si domanda se sia necessario un intervento dibattito sul loro stato di degrado per formulare proposte utili ha sensibilizzare l’opinione pubblica e gli enti preposti alla loro tutela, e avviare interventi di recupero e valorizzazione.

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A questo proposito v’invitiamo a un incontro per esaminare l’attuale situazione e decidere quali azioni mettere in atto per raggiungere questi obiettivi.  Noi pensiamo di organizzare un convegno dibattito al quale invitare tutte le componenti culturali, sociali ed economiche della nostra comunità.  Appena possibile vi faremo conoscere data e luogo del convegno al quale speriamo partecipiate numerosi.

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La villa Imperiale di Monte Argentario.
Sono stata al mare, pochi giorni fa, nella piccola insenatura dell’antica villa Domizia a Santa Liberata ed ho trovato un cartello esplicativo con uno scritto del 1905 del concittadino Raffaele Del Rosso, che ho fotografato; esso riporta la descrizione di una cena allestita dall’imperatore Domiziano, molto curiosa.

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“Chi sa della cena magnificamente lugubre nella quale Domiziano a intimorire Roma, decorata a funebre pompa la sala del convito, posta una colonna funeraria accanto ad ogni letto conviviale, scritto il nome di ogni singolo invitato sulla colonna stessa, fece servire una cena sontuosa ai senatori e a li uomini consolari da bambini vestiti di nero, che come larve si agitavano intorno ai convitati pallidi di paura, vede spiccare stranamente sulla tavola nera di quel macabro convito, quasi a limitare la limitata policromia della scena simbolica di strage l’argento delle spigole di un metro che i vivai salsi della Domiziana dovevano fornire”. Ho cercato nel famoso libro di Del Rosso “Pesche e peschiere antiche e moderne” nel capitolo dedicato alla Villa Domizia , ma non ho trovato questo scritto, forse più oltre.
Tra le caratteristiche della villa, infatti vi sono la imponente peschiera a mare e le banchine ritagliate nella roccia, vivai marini per coltivare pesce di cui i ricchi Enobarbi erano particolarmente ghiotti. Oggi i resti di questa antica peschiera offrono una vista suggestiva , chi si avventura a largo improvvisamente sembra camminare sulle acque. Incastonata tra le rocce dell’Argentario oasi di pace e di delizie, villa di ozi e di piaceri. Bene archeologico di più grande rilievo della zona ora è inglobata all’interno delle proprietà della famiglia Agnelli che ne custodisce con amore le antiche vestigia.

di dorianarispoli2013 Inviato su Varie

I Venti anni del nostro Circolo Culturale

 

Care Amiche e cari Amici,

nel 2013 abbiamo festeggiato venti anni di attività del Circolo Culturale Orbetellano “Gastone Mariotti”, durante i quali sono stati organizzati oltre settanta eventi culturali di notevole importanza:  Convegni e conferenze, mostre fotografiche e documentarie, presentazione di libri prodotti dal nostro sodalizio o da studiosi e ricercatori della nostra zona, ecc. ecc.  Ci preme sottolineare che alcuni di questi eventi sono stati organizzati in collaborazione con altre associazioni culturali del nostro territorio e con i Comuni della zona.

Possiamo dire, con un certo orgoglio, che attraverso il nostro lavoro abbiamo contribuito a riportate alla luce la nostra storia e le nostre tradizioni, da anni ormai cadute in un oblio generale, oltre ad aver riportato all’ordine del giorno la discussione sullo stato di totale deprecabile abbandono dei nostri monumenti e più in generale di tutti i nostri beni culturali.  Ciò è avvenuto nonostante le grandi difficoltà incontrate:

  • assenza di attenzione verso le attività di volontariato da parte dell’ente locale;
  • l’impossibilità, per carenze economiche, di dotarsi di una sede in cui svolgere la nostra attività, essendo la nostra un’associazione senza fine di lucro che vive con le quote sociali degli iscritti;
  • attenzione crescente dei cittadini verso il lavoro del Circolo Culturale non accompagnata però dall’adesione solidale.

Pur con le difficoltà denunciate, pensando ai risultati del nostro lavoro, vogliamo ringraziare quella cinquantina di concittadini che hanno creduto e quindi sostenuto il Circolo Culturale rinnovando la quota sociale di anno in anno permettendoci di finanziare le varie attività svolte.

Assemblea_annuale

Tuttavia, insieme a compiti che diventano ogni giorno sempre più importanti e che evidenziano l’esigenza di nuove forze per determinare un cambiamento di rotta nella gestione, tutela e valorizzazione dei beni culturali e delle attività conseguenti, cominciamo a sentire tutto il peso di questa situazione e quindi la necessità che arrivino al Circolo Culturale forze nuove e adesioni più numerose, senza le quali l’interessante discorso avviato nella comunità, vedi Facebook, gli articoli su vari giornali, il blog e le tante idee unite ai vari progetti e proposte che sono state formulate da associazioni, gruppi o persone singole, resteranno per sempre idee, progetti e proposte.

Non lo abbiamo mai fatto perché fino ad ora siamo stati assorbiti dal lavoro svolto che, però, non può continuare su quella falsariga perché nel frattempo, sono venuti al pettine i nodi del recupero, della salvaguardia, valorizzazione e gestione dei nostri monumenti e di tutti gli altri beni culturali, senza i quali nessuna attività potrà affermarsi ed essere utile allo sviluppo della comunità.

Per questi motivi sentiamo la necessità, di sollecitare tutti quei cittadini di buona volontà che hanno compreso quanto sia importante riunirsi, ritrovarsi e mettere in atto lotte e collaborazioni per migliorare la nostra terra, per indurre chi di dovere a comportarsi correttamente e di conseguenza.

Il nostro discorso è diretto anche a tutte le altre associazioni culturali del nostro territorio, con le quali vorremmo cominciare a discutere di questi problemi, non solo per trovare momenti importanti di collaborazione, ma anche per verificare eventuali soluzioni per non disperdere le nostre forze, come ad esempio l’unione di più associazioni con statuti che prevedono compiti analoghi.     Per il Circolo Culturale Orbetellano ”G.Mariotti”:

Giovanni Damiani – Edoardo Federici

Un’idea di futuro

Massi Cavallo 58x58Approfitto dello spazio che il Circolo Gastone Mariotti è così gentile da concedermi per una breve ma, credo, opportuna considerazione. A mo’ di introduzione ad alcuni prossimi contributi che ho in mente di portare. Mi sono iscritto perchè ritengo nodale e determinante l’attività che questi signori stanno conducendo da molti anni a questa parte. La qual cosa mi ha fatto pensare al senso che, in un ambito locale, riveste una associazione/circolo culturale. 

A mio modesto avviso,questo senso sta nel raccogliere persone e materiali  con lo scopo di funzionare da stanza di elaborazione cognitiva di una comunità e di un territorio. Si individuano punti di interesse, punti critici, punti dirimenti nello spazio e nel tempo della porzione di mondo cui ci si sente di appartenere e ci si sforza di collocarli all’interno di un arco, di un racconto, di una vicenda che, in ultima analisi, conduca a capire come si è diventati quel che si è oggi, qui.
Lo si fa per la gran parte attraverso l’esercizio della parola, letta, scritta o parlata che sia: selezionando contenuti organici agli scopi menzionati sopra, che si tratti di libri, articoli, immagini etc., ma anche producendone dopo aver metabolizzato quanto assimilato: si semina e si raccoglie.
Un gran lavoro, davvero.
Specie in un momento come quello che stiamo vivendo, segnato non solo da una completa assenza di prospettiva ma, quel che è peggio, da una arroganza pigra che persevera nel non costruirsene una. Un’idea di futuro, uno sviluppo possibile. Orbetello, almeno a mia memoria, non è mai stata tanto depressa quanto oggi ma la meteorologia non c’entra nulla: il cammino è stato umano, molto umano.
E’ lo spiacevole male di vivere all’interno di un eterno presente nel quale manca la consapevolezza del punto di vista o, appunto, la prospettiva delle cose. Come contemplare la mappa di un piano di evacuazione di una struttura vasta e complicata (un transatlantico, mettiamo, magari male indirizzato) dove è assente il grande punto rosso che sentenzia: “Tu sei qui”. La facoltà di vedersi da fuori.
Chiudo queste poche righe con un’immagine che mi è rimasta da passate letture di antropologia culturale, una cosa legata ad una comunità che mi è sempre parsa molto suggestiva: gli Aymara.
Sono una popolazione andina che concepisce l’idea di futuro in un modo del tutto particolare. Secondo la loro maniera di vedere le cose [qui un ottimo articolo che la illustra], infatti, ogni uomo o perfino ogni soggettività come un gruppo umano, procede di spalle verso l’avvenire, muovendosi all’indietro e contemplando davanti a sé il cammino fatto fino a quel punto: ciò che è passato. Nella gestualità (e nelle locuzioni) quando un Aymara si riferisce a quel che dovrà accadere indica un luogo al di là delle proprie spalle e, naturalmente, vale il contrario: “…è successo tre anni fa” dice, e punta il dito avanti.
Perfettamente logico: il passato lo possiamo vedere, ci è dato di sapere come si è svolto, è un libro aperto che ci agisce e ci determina. Ma non abbiamo occhi dietro la testa: quel che sarà nessuno lo vede, per quanto qualcuno si possa sforzare di convincerci del contrario, nel bene e nel male.

Massimiliano Cavallo

GRAZIE A CHI CREDE

cooperazioneCiascuno di noi, nelle proprie quotidiane manifestazioni e nel suo continuo divenire, è il risultato della interrelazione tra elementi facenti parte delle due distinte componenti: quella innata e quella acquisita.
La prima, oggetto di studio di quella disciplina scientifica che prende il nome di genetica, vede nella molecola denominata DNA, abbreviazione di un suo componente fondamentale – ACIDO DESOSSIRIBONUCLEICO – il segreto custode del nostro essere in potenza: le caratteristiche peculiari sono state scritte al momento della nascita e pian piano verranno lette nell’esplicarsi del nostro essere.
La seconda è argomento speculativo della filosofia dai suoi esordi ad oggi, che considera l’ESPERIENZA come primario motore di conoscenza e quindi crescita continua, una fonte generatrice di stimoli che plasmano le nostre azioni e reazioni.
Non è la sede questa di continuare una simile digressione, che ci porterebbe lontano, senza, poi, concludere molto, la sola cosa che mi premeva risaltasse è che, indipendentemente dalle varie teorie scientifiche e concezioni filosofiche, ognuna delle quali attribuisce al DNA o all’ESPERIENZA diversa percentuale di importanza nella formazione qualitativa di ciascuna persona, due ne sono i punti fermi: il passato (DNA) ed il presente (ESPERIENZA).
Qualcuno tempo fa ha affermato che “un uomo che non conosca il proprio passato non ha futuro”; io aggiungerei che “un uomo che non viva consapevolmente il proprio presente non ha futuro”.
Per questo vorrei ringraziare, pubblicamente, tutti coloro che volontariamente operano per il nostro blog e per tutti i blog di altri paesi e città d’Italia, che si sforzano per andare in questa direzione, riempiendo pagine di informazioni riguardanti la storia, l’attualità, la cronaca del loro territorio…
In un momento di particolare, enorme, sbandamento delle coscienze dei singoli acquista preziosità inestimabile mantenere vivo il ricordo di ciò che si è stati, unitamente al raccontare quello che si è: fatti, personaggi, accadimenti, aneddoti…
Un individuo che ascolta una comunità che gli parla e che è disponibile a starlo a sentire, che si conosce condividendo e si riconosce apprendendo non può e non potrà perdersi.

di Giovanni Damiani Inviato su Varie

Un augurio per un buon 2014 ai nostri lettori

Carissimi amici,

il 2013 è oramai finito ed è ora di bilanci. Nel corso di questo anno il nostro circolo ha festeggiato 20 anni di attività svolgendo una consistente mole di lavoro concretizzatasi con l’organizzazione di  70 eventi sui temi della ricerca, dello studio e nella divulgazione della storia e delle tradizioni della nostra terra.

Nel corso del 2013 abbiamo organizzato 14 conferenze di cui undici nel periodo estivo, tra giugno e settembre, ospiti nella splendida piazzetta antistante il ristorante dei pescatori. Tutto questo sforzo organizzativo oltre a darci la possibilità di raggiungere i nostri obiettivi  ha fatto si che molti di voi abbiano sentito la necessità di aderire alle nostre proposte diventando membri attivi del nostro circolo. Questo successo desideriamo condividerlo con tutti voi per poter continuare e rafforzare una sana e fattiva collaborazione.

BUON ANNO NUOVO FLUT 2014

Colgo pertanto l’occasione, a nome di tutto il Direttivo, per augurare a tutti voi ed alle vostre famiglie, un  FELICE ANNO NUOVO.  

Edoardo Federici

Su youtube, a questo link,  troverete la sintesi dei 20 anni di storia .  http://www.youtube.com/watch?v=kqqCoSNM764

di Edoardo Federici Inviato su Varie

LA FERROVIA ORBETELLO – PORTO SANTO STEFANO

Mostra OrbetelloCento anni fa, il 17 dicembre 1913, veniva inaugurata la linea ferroviaria Orbetello Scalo-Porto S. Stefano. Il servizio, gestito dalla Società Nazionale Ferrovie e Tranvie di Roma, era affidato ad un treno a vapore che, partendo da un piccolo  prefabbricato eretto a poche centinaia di metri dalla Stazione FS di Orbetello Scalo, percorreva la diga artificiale, costeggiava la laguna e il mare dell’Argentario, s’infilava in una serie di gallerie – i cosiddetti fori – fino ad arrivare a  Porto S. Stefano.

Il treno a vapore portò avanti le sue corse per circa trent’anni, caratterizzando la vita giornaliera degli abitanti dei due centri più importanti dell’odierna Costa d’Argento, che uniti avevano lottato per la sua costruzione.

Il Baccarini o La Caffettiera – così era affettuosamente chiamato dalla gente il treno, interruppe la sua attività nel marzo del 1944 a causa dei bombardamenti degli aerei alleati che portarono morte e distruzione in tutta la zona, in particolar modo a Porto S. Stefano dove era la sede centrale della Direzione del tronco ferroviario. I successivi tentativi di ripristinare la linea distrutta non ebbero successo e con il passare degli anni il suo ricordo si è fatto sempre più sbiadito.

La mostra itinerante e il libro ricco di immagini che racconta la storia della ferrovia Orbetello – Porto  S. Stefano, nel centenario della sua inaugurazione, vogliono ricordare  questa importante e utile opera, facendo al tempo stesso un doveroso omaggio ai ferrovieri che ad essa lavorarono con spirito di abnegazione e di sacrificio.

Mostra Porto S StefanoSi tratta, della ricostruzione di un momento particolare e significativo della storia di Orbetello e Monte Argentario nella prima metà del ’900, di cui Gualtiero Della Monaca descrive la complessità e le vicissitudini con grande capacità e incommensurabile passione.

Il volume “La Ferrovia Orbetello Porto S. Stefano. Storia e immagini del trenino Baccarini”, in vendita nelle librerie, è edito dalla casa editrice Effigi di Arcidosso e sarà reperibile anche presso le sedi della mostra nei giorni di apertura.

La manifestazione si avvale del patrocinio dei comuni di Orbetello e Monte Argentario e del contributo economico del Rotary Club Monte Argentario e della Banca di Saturnia e Costa d’Argento. In entrambe le occasioni interverranno oltre all’autore-curatore Gualtiero Della Monaca e all’editore Mario Papalini, i sindaci dei due comuni interessati Monica Paffetti e Arturo Cerulli, l’assessore alla cultura del comune di Monte Argentario Fabrizio Arienti, il presidente del Rotary Club Gianfranco Casalini, il presidente della Banca di Credito Cooperativo di Saturnia e della Costa d’Argento rag. Enrico Petrucci e il vice presidente dott. Ferdinando Andreini.

Interventi di approfondimento dell’interessante tema di Giovanni Damiani e Mario Regina del Circolo Culturale “G. Mariotti” di Orbetello.

Il capitano di corvetta Alessandro Busonero, addetto stampa della Marina Militare, farà da moderatore.

Per chi fosse interessato, queste sono le date da ricordare:

Martedì 17 dicembre 2013, alle ore 18.00, nella sala del frontone di Orbetello avrà luogo l’inaugurazione della mostra documentaria e la presentazione del volume. La mostra a Orbetello rimarrà aperta dal 17 al 26 dicembre 2013.

Venerdì 27 dicembre 2013, alle ore 18.00, la manifestazione sarà ripetuta nella sala consiliare del comune di Monte Argentario. La mostra a Porto S. Stefano rimarrà aperta dal 27 dicembre 2013 al 6 gennaio 2014.

Ceramiche con impresse le immagini relative alla ferrovia Orbetello – Porto S. Stefano sono state realizzate con la collaborazione della Pro-Loco “Buranaccio” di Capalbio Scalo.

 

di Giovanni Damiani Inviato su Varie