COLLABOR – AZIONI / INAUDITORIUM 2014

Compagnia Teatrale Oratorà – Teatro ricerche / SAT (ONG consulente Unesco per la Convenzione sul Patrimonio Immateriale – tutela delle tradizioni) –
Comune di Orbetello – – Madrigalisti di Magliano in Toscana.

1506456_461523933970991_1927754435_nLa pienezza gioiosa che gli artisti sperimentano nell’ultima tappa del processo creativo – la condivisione con il pubblico – è il segnale che è stata condivisa un’anima. Quest’anima collettiva parla all’individualità di ciascuno con la voce delle emozioni, facendosi inequivocabilmente riconoscere come intimamente appartenente al suo patrimonio di memoria, di cultura, di vita.
Ci sembra di poter dire che così è successo sabato 22 febbraio all’Auditorium Comunale di Orbetello. Possono testimoniarlo gli spettatori, noi attori della compagnia Oratorà, il regista Mario Gallo e l’autrice Brunelda Danesi, co-protagonisti tutti di una serata di profondo e gioioso coinvolgimento emotivo, in cui l’attenzione partecipe (a tratti “religiosa”) della sala ha ripagato attori e regista delle loro altrettanto gioiose fatiche.
Lo spettacolo La leggenda di Peciocco Pescatore(1) (parte di un progetto patrocinato dal Comune di Orbetello e da SAT), che ha aperto la rassegna “Inauditorium” 2014, è il frutto “organicamente germinato” dal laboratorio condotto da Mario Gallo con la nostra compagnia, ed è frutto di un’operazione per così dire di “innesto”: l’innesto delle tecniche della Commedia dell’Arte su un testo d’autrice, com’è quello di Brunelda Danesi. Un copione del resto perfetto per questo esperimento, non solo per il soggetto in sé, tratto da una vecchia leggenda popolare orbetellana , ma anche per l’allettante sfida rappresentata per l’appunto dal coniugare scenicamente due linguaggi: quello verbale estremamente ricco, arguto e poetico dell’autrice e quello corporeo appartenente alla tradizione dei Comici dell’Arte, un linguaggio strettamente codificato nei suoi “caratteri”, notoriamente dotato di una fisicità prorompente, di una gestualità e una verbalità altrettanto codificate e rigorosamente popolaresche.
Un sfida, d’altronde, che appare perfettamente in linea con le finalità e la prassi artistica di “Teatro ricerche”, volte non solo e non tanto a mantenere memoria del prezioso patrimonio culturale rappresentato dalla Commedia dell’Arte, quanto a dargli senso, funzione e vita nel teatro e nella società contemporanei proprio attraverso la sperimentazione e la contaminazione con linguaggi diversi.
Nel nostro caso, la regia di Mario Gallo ci pare abbia saputo cogliere al meglio, anche e soprattutto attraverso i contrasti “stranianti” tra parola e gesto, la peculiarità di un testo che nel suo linguaggio di straordinaria ricchezza verbale e poetica è in grado di conferire ad ogni atto “profano” la sacralità che gli spetta. L’uso stesso della maschera ha facilitato questa sorta di “universalizzazione” di un contesto, aggiungendo a personaggi e situazioni quel tratto di popolaresca epicità tipico della Commedia dell’Arte.
Così, la leggenda orbetellana del pescatore Peciocco e del suo prodigioso viaggio in Terra Santa a bordo del barchino condotto dalle streghe, diviene per l’appunto “racconto epico”, prodotto artistico di un patrimonio culturale condiviso.
Tra i linguaggi che concorrono a comporre il mosaico di questo ”esperimento”, la musica, sotto forma di intervento vocale a sorpresa dalla platea (un flash-mob, come si direbbe oggi), è stata da alcuni definita “la ciliegina sulla torta”. E non sorprende, visto che ad eseguire il flash mob sono stati i Madrigalisti di Magliano in Toscana, un gruppo sulla cui capacità di stupire e incantare non ha dubbi chiunque abbia avuto la fortuna di sentirli almeno una volta. Basta ascoltare proprio il loro Ave Stella Matutina (mottetto a 4 voci del fiammingo Gaspar Van Weerbeke, il brano scelto per il nostro Peciocco) per captare la qualità distintiva di questo ensemble, il cui prezioso impasto vocale, orchestrato dalla rara sensibilità interpretativa e dall’intelligente rigore filologico del Maestro Walter Marzilli, sa restituire alle partiture tutto il loro impatto vitale, con l’immancabile risultato di rapire anche il pubblico più profano. E, nel nostro caso, l’effetto di assoluta sorpresa ha raddoppiato il brivido estatico in sala.
Va detto che il brano, scelto per la sonorità incantevolmente arcaica e profondamente suggestiva, perfettamente adatta a sottolineare in modo insieme dolce e solenne la scena nuziale tra re e regina (uno degli unici due momenti in cui il ritmo frenetico dello spettacolo si placa in una sorta di fermo immagine poetico, gli sposi regali scomparsi agli occhi del pubblico sotto il grande paracadute entrato in scena come strascico nuziale e usato ora a simboleggiare l’alcova), rimanda anche, nel testo dedicato alla “regina coeli” “stella matutina”, a quello che è in fondo il protagonista centrale nel testo di Brunelda Danesi: l’”eterno femminino”. Nel gioco di travestimento e trasfigurazione che sta al centro della pièce, il pescatore Peciocco e la strega Esterina, caduti in Terra Santa proprio nel bel mezzo della celebrazione del carnevale ebraico o “festa di Purìm”, sono infatti invitati ad assumervi i ruoli di re Assuero e regina Esther, eroina quest’ultima del popolo ebraico per averlo salvato dal complotto di strage ordito dal ministro del re. Ed ecco, quindi, che l’Ave stella si leva dalla platea a salutare la regale, salvifica “stella d’oriente”, in un chiaro rimando al potere femminile, di cui l’intera pièce è la celebrazione, nonostante il fatto che titolare ne sia una figura maschile.
L’altra centralità del testo è quindi, guarda caso, proprio il “travestimento”, la trasposizione dei ruoli, in sostanza: la “maschera” come elemento fondante il gioco stesso della vita, di cui il teatro non è che primordiale ed esauriente paradigma. Non poteva esserci, quindi, sposalizio più azzeccato di quello tra il testo di Brunelda Danesi e la regia di Mario Gallo.
Dal punto di vista del nostro lavoro di attori, mi pare che l’esperienza all’allestimento di questo Peciocco sia stato un passo di crescita fondamentale per la nostra compagnia, individualmente e come insieme. Non solo per l’elemento di novità rappresentato per noi dall’uso della maschera stessa, che ci ha costretti a sperimentare nuove modalità di movimento e di uso dello spazio scenico e della voce spronandoci così ad ampliare i nostri limiti, ma anche per la possibilità di verificare sul campo le potenzialità di un lavoro registico condotto con maestria, intuitività, passione e rigore (unito, peraltro, a tanta pazienza).
Come ha sottolineato Mario Gallo nel suo saluto finale al pubblico, attingere alle proprie radici e mantenere in vita il proprio patrimonio di tradizioni è cosa di importanza fondamentale dal punto di vista formativo, sociale, culturale. E non si tratta tanto, come già accennato, di compiere operazioni “museali” che restituiscano alla memoria collettiva questo patrimonio, quanto di restituirci in primo luogo, come individui e collettività, la possibilità e la capacità di creare il nuovo attingendo al bagaglio della tradizione.
Infine, una considerazione personale. Da attrice non professionista, sono spesso portata a soppesare il valore etico e sociale del mio agire nella quotidianità lavorativa (che mi dà il pane ma non mi rappresenta) e quello del mio impegno in campo artistico (che non mi gratifica economicamente ma è me). Imbevuti (in fondo in fondo tutti) di una cultura pragmatica, efficientista e, non ultimo, moralista, tendiamo ad attribuire al primo agire il valore più alto, spesso svalutandoci nelle nostre pulsioni espressive, tanto da arrivare addirittura a sottostare alla visione dell’arte (con la quale “non si mangia”, per citare la famosa frase di un ex ministro a proposito della cultura) come di una cosa meno necessaria alla società, un optional di lusso che per l’appunto non produce pane.
Quando la società e la politica accettano la sfida di controbattere questa visione e, anche in momenti di crisi economica, trovano il coraggio di investire (anche solo piccole cifre, come nel nostro caso) in progetti artistici e formativi, compiono azioni salvifiche per la comunità. Perché, in un mondo che ha bisogno di riacquistare tutto il suo potenziale creatore di nuova realtà, condividere un’anima e far fruttificare questa condivisione è una necessità forse altrettanto impellente quanto quella di produrre pane.
Un dovuto riconoscimento, quindi, al Comune di Orbetello, che con questo progetto ha mantenuto il “coraggio” di patrocinare cultura.

Serenella Bischi

(1) La leggenda, tramandata in diverse varianti che tuttavia non si discostano nella sostanza, narra del giovane pescatore lagunare soprannominato “Peciocco” e di sette streghe (ridotte a 5 in questa versione dello spettacolo) che ogni venerdì notte trafugano il suo barchino per volare in Terra Santa (in Egitto o altrove in Oriente, secondo altre versioni). Una sera Peciocco, vedendole arrivare, si nasconde sotto coperta e, “clandestino” nel proprio barchino, è trasportato con loro in Terra Santa. Lì strapperà un rametto dalla pianta del pepe (altre versioni riportano il cappero) che, una volta tornato ad Orbetello, ostenterà spavaldamente sul copricapo come arma di ricatto nei confronti delle streghe. Il prezzo del suo silenzio sarà la loro magica protezione su di lui e sulla discendenza per sette generazioni.

Firenze. Palazzo Strozzi – 27 settembre 2013 – 19 gennaio 2013

Il Circolo Culturale Orbetellano Gastone Mariotti organizza una visita alla mostra che si terrà a Firenze presso il Palazzo Strozzi dal 27 settembre 2013 al 19 gennaio 2013 dal titolo: L’AVANGUARDUA RUSSA LA SIBERIA E L’ORIENTE. Kandinsky, Malevié, Filonov, Goncarova.

prima

E’ la prima esposizione internazionale che pone come importanza fondamentale il legame delle fonti orientali ed euroasiatiche nel Modernismo russo, sollecitando il visitatore a seguire i sedicenti “barbari” dell’Avanguardia nella loro scoperta di nuove sorgenti d’ispirazione. Scopo dell’esposizione è tracciare una nuova “topografia” dell’arte russa del glorioso periodo del Simbolismo e dell’Avanguardia ponendola all’interno di un più ampio contesto storico geografico da un lato, e presentandone la pluralità delle fonti, delle influenze, delle relazioni dall’altro.

secondo

La visita alla mostra dovrebbe essere organizzata in un giorno feriale della prima decade del mese di Gennaio 2014 con partenza da Orbetello in pullman e rientro in serata. Il costo della visita comprende il viaggio in pullman Orbetello / Firenze e ritorno a cui si aggiunge il costo della mostra. Ovviamente per ottimizzare il costo del viaggio è necessaria un’adesione consistente.

La mostra è aperta tutti i giorni feriali dalle 9.00 alle 20.00, il biglietto d’ingresso, intero, dovrebbe costare 10.00 €  ma si possono ottenere degli sconti in funzione dell’età o di altre agevolazioni. Tutti coloro che vogliono aderire si possono prenotare contattando Edoardo Federici –  cel. 3280622146, Giovanni Damiani, Doriana Rispoli oppure uno qualsiasi dei componenti del direttivo di cui mettiamo l’indirizzo e_mail:

“Giovanni Damiani” <g.damiani5@virgilio.it>, “Doriana Rispoli” <doriana.rispoli@gmail.com>, “Rossella Rispoli” <rossellarspl1@gmail.com>, “Francesca Celestra” <francescacelestra@live.it>, edoardo.federici@libero.it.

Nella prenotazione, oltre al nome ed al cognome, dovrà essere specificato il recapito telefonico e l’età assieme ad altre eventuali caratteristiche che consentano di sfruttare gli eventuali sconti d’ingresso alla mostra.

Sperando che questa iniziativa vi giunga gradita attendiamo le vostre prenotazioni.

http://www.palazzostrozzi.org/SezioneAvanguardiaRussa.jsp;

Orbetello: Giovedì 23 ore 21 presenteremo Cafiero Braccianti un artista orbetellano del 900.

Per il ciclo “I Giovedì culturali dai pescatori” si conclude il tredicesimo evento con un lavoro di ricerca, effettuato da Rossella Rispoli, sull’amato Maestro orbetellano Cafiero Braccianti.

Gli incontri, iniziati nel mese di giugno, sono stati organizzati dal Circolo Culturale Gastone Mariotti  in collaborazione con la cooperativa dei Pescatori, e sono stati  tenuti nella splendida piazzetta antistante al ristorante.

CAFIERO BRACCIANTI - Scorcio del Duomo di Orbetello

CAFIERO BRACCIANTI – Scorcio del Duomo di Orbetello

Con l’incontro di questa sera, alle ore 21, sul maestro Cafiero Braccianti tenuto da Rossella Rispoli, il Circolo Culturale  orbetellano corona i venti anni di attività essendo nato nel 1993.  Per chi volesse festeggiare con noi e con tutti i nostri iscritti la ricorrenza ventennale c’è la possibilità di cenare al prezzo convenzionato di 20 euro con inizio alle ore 19,30 per evidenti motivi organizzativi.

Il Circolo Culturale Orbetellano Gastone Mariotti ringrazia tutti per la disponibilità e l’attenzione che,, anche in questo anno, ci avete concesso intervenendo sempre numerosi alle nostre iniziative.

Orbetello: in piazzetta dai pescatori per ricordare Pietro Marelli, un pittore del 900.

Il Circolo Culturale Orbetellano “Gastone Mariotti”, in collaborazione con la cooperativa “La Peschereccia” ha presentato il 19 settembre 2013, una ricerca, curata da Francesca Celestra, sulle opere di Pietro Marelli, un’artista orbetellano del 900 di cui in questo anno ricade il centenario della nascita.

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L’evento, il penultimo della serie di undici incontri programmati questa estate nell’ambito dei giovedì culturali che il Circolo G. Mariotti ha organizzato nei mesi di giugno, luglio, agosto e settembre, per far conoscere la tradizione pittorica degli artisti orbetellani vissuti nel 1900, si è svolto nella splendida cornice della piazzetta antistante il ristorante.

Durante la presentazione la relatrice Francesca Celestra ha parlato della vita e delle opere dell’artista, la cui caratteristica fondamentale era quella di essere bravo sia come fotografo, che come disegnatore e come pittore, ma anche e soprattutto un grande interprete della realtà della vita del suo tempo.

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Nelle sue composizioni troviamo infatti, che il disegno, la prospettiva, la forma, il volume e lo spazio vengono impreziositi sempre da un caldo e armonioso cromatismo.

Un artista eclettico per la sua capacità di spaziare in campi diversi con buoni risultati.

Puccini in Maremma

Circola ancora un aneddoto ad Orbetello riportato in vari libri, quello di Arturo Mengoni “Coppiole epadella”, di Alfio Cavoli “Puccini in Maremma” e che io ho appreso dalla voce del nostro Presidente onorario Bruno Ugazzi, una delle nostre memorie storiche. Questo l’aneddoto.
Il comitato, che era andato a fare visita al maestro per ringraziarlo della benevola adesione al Comitato promotore de Concorso bandistico nazionale chiese a Puccini, che quel giorno era di buon umore, ” E’ vero il racconto sulle battute scritte sul caminetto della sala da pranzo? Sì, infatti quando venni la prima volta ad abitare qui, scorsi che, sulla fascia del caminetto erano incise le battute- “Un bel dì, vedremo” della Butterfly. Puccini li porta a vedere. E’ vero che rivolgendosi al capo-muratore gli disse “Amico, hai sbagliato”. Aveva dimenticato una legatura… una legatura soltanto… E come fa il maestro agli scolari che non sappiano compitare scorre l’indice sulla lastra del duro cemento segnato dalle note, a canta sottovoce: ” un bel dì vedremo… levarsi un fil di fumo.
Non sempre Puccini era radioso, il suo umore cambiava, era un metereopatico, somatizzava le ansietà e le irrequitezze del suo animo romantico, ma sempre provava amore per le persone semplici, che sapevano infondergli pace e serenità. Artista nell’anima – come scriveva Mazzini – odiava gli artisti e l’arte. Mentre andava in estasi davanti ad un tramonto o a un sorgere di sole, mentre sentiva la poesia di un bel chiaro di luna splendente sul mar tranquillo, che ammirava per ore dal balconcino della sua camera da letto della Tagliata, non si commoveva davanti ad un angiolo del Beato Angelico e non aveva simpatie né per i musei, né per le gallerie. Infatti nelle sue case non si trovava un quadro di autore né una terracotta vera, e neppure comprò mai quadri dai suoi amici artisti che stavano a Torre del Lago, mentre ammirava la natura in tutte le sue fasi, l’arte nel senso che tutti noi intendiamo, egli non la intendeva: ammirava però il Colosseo, le Piramidi, le rovine di Ansedonia…
Oscillava tra la solita melanconia e la vita da bohèmien. Aveva creato una bohème, non quella della vita milanese, quando doveva fare i salti mortali per mettere insieme il pranzo con la cena, ma una bohème benestante fatta di grandi abbuffate e sbronze solenni nella bettola del paese chalet di Emilio, ricostruito in occasione del film di Paolo Benvenuti “La fanciulla del lago” che fu approdo e ristoro per i cacciatori e pittori amici del maestro. Quasi come il nostro Circolo che si ritrova nelle sua sede estiva presso l’hortus mirabilis di Emilio non per far mangiate, ma per leggere e commentare i testi della nostra storia locale.

Puccini in Maremma

Giacomo Puccini, targa Tagliata 003Durante una gita in barca ho cabotato le coste del promontorio dell’Ansedonia ed ho rivisto la Torre San Pancrazio e la Torre San Biagio, dopo a nuoto mi è apparsa dal mare maestosa e solitaria la Torre della Tagliata. Mi è tornato alla mente lo scritto in occasione del convegno che il Circolo Culturale organizzò in collaborazione con il Comune di Capalbio, la Tenenza della Guardia di Finanza di Orbetello ed il Comune di Orbetello sul 150° anniversario della nascita di Giacomo Puccini. Vorrei riproporre il mio pezzo pubblicato sulla ristampa di un opuscolo del 1925 dedicato al maestro.
“E come potevamo noi non cantare il genio di Giacomo Puccini, quando da tante parti d’Italia all’unisono si infittiscono manifestazioni in suo onore; come potevamo noi tacere, quando il maestro proprio la nostra Maremma per venire a trovarvi ispirazione. Alla Torre della Tagliata cominciò a comporre la sua ultima opera: la Turandot, il suo ultimo capolavoro, la sua creatura prediletta, ma anche la più sofferta tra le opere da lui composte. Il mare in tempesta o increspato dallo scirocco gli portava le dolci note che la sua vena malinconica sapeva trasformare sullo spartito.
Il Circolo culturale “G. Mariotti”, questi innamorati della Maremma, e non solo perché vi sono nati, nelle settimanali riunioni hanno imbastito e messo su e poi definito un programma di manifestazioni che ricordano il maestro nel centocinquantesimo della sua nascita, ha voluto ripercorrere attraverso un convegno le tappe della sua permanenza nella nostra terra, mostrarlo sia nella sua veste intima che in quella pubblica. Il Circolo ha inteso questa manifestazione come l’ottavo convegno “Maremmani da ricordare” dedicati alle grandi personalità che in vari campi si sono distinte in Italia e nel mondo… Il grande Puccini ha infatti frequentato le zone di Capalbio e di Orbetello per più di un quarto di secolo dal 1896 a poco prima della sua morte avvenuta a Bruxelles il 29 novembre 1924. Il Circolo e le altre Le varie Associazioni riporteranno alla luce il ricordo del grande compositore disssotterrando da un oblio di più di un lustro la sua figura che pure avrebbe dovuto essere presente sempre alla nostra comunità.
Ora più che mai è necessario donare ai più giovani l’immagine del compositore, dell’amante della caccia, spiegare il rapimento da cui Puccini fu preso, rapimento tale da fargli acquistare una vecchia torre che divenne luogo di ispirazione ed oasi di pace. Così attraverso Puccini la comunità orbetellana riscoprirà la cultura del territorio e, attraverso un’asse tra passato-presente i valori che da sempre sono alla base del vivere sociale: rispetto ed umiltà.
La cultura è vita, solidarietà, amore, condivisione, è luce e ombra e la figura di Giacomo Puccini è il connubioi massimo delle opposte forze che generano la vita e fanno di essa un capolavoro eccelso”.

Orbetello: Rossella Rispoli espone alla Polisportiva di Orbetello Scalo.

Dopo la mostra allestita alla polveriera Guzman, che si è chiusa il 14 agosto, in cui Rossella Rispoli ha esposto alcuni dei suoi quadri su carta ruvida, realizzati con matite di varie numerazioni, l’artista espone oggi le sue opere presso la sala convegni della Polisportiva di Orbetello Scalo con la collaborazione della  Pro Loco.

Si.To.Cù , Orbetello scalo

Si.To.Co , Orbetello scalo

Si.To.Cù , Orbetello scalo

Si.To.Co , Orbetello scalo

Nella mostra dal titolo “SUGGESTIONI DI ARCHEOLOGIE INDUSTRIALI”, sono esposti dei quadri realizzati tra le rovine della Si.to.co, Montecatini – Montedison. Opere pittoriche, incisioni e acquerelli, accompagnate da un filmato che illustra la storia della fabbrica fin dalla sua nascita.

Il lavoro dell’artista rappresentano una documentazione di archeologia industriale facendo rivivere al pubblico gli angoli più nascosti e suggestivi del complesso di capannoni e strutture che un tempo rappresentavano il cuore industriale della città.

La mostra, già presentata nel 2011 nel Palazzo del Frontone di Orbetello, è stata rivista e ampliata con opere inedite.

IL Sabato al Torione di Magliano: Libere nonostante tutto

L’assessorato alle pari opportunità del Comune di Magliano organizza una serie d’incontri che si terranno il sabato alle ore 18 presso il Torione di Magliano,  un ciclo di appuntamenti su temi legati alla storia ed alle condizioni di vita e di lavoro delle donne dal titolo:

LIBERE NONOSTANTE TUTTO

LE DONNE, ALLA PERENNE RICERCA DEL “PROGETTO DI SÉ”

Agli incontri, che si svolgeranno Sabato 31 Agosto, sabato 7 settembre e sabato 14 settembre, saranno presenti le artiste locali  CARMEN FARINI con le sue pitture e CRISTIANA MILANESCHI con le sue poesie. In caso di cattivo tempo gli incontri verranno spostati  alla sala di via OBERDAN.

  • Sabato 31 agosto ore 18.00 – Magliano in T. –Giardino sul Torrione

L’ASSOCIAZIONE OLIMPIA DE GOUGES presenta il lavoro svolto dalle volontarie del centro antiviolenza di Orbetello con la proiezione dei seguenti cortometraggi:

 “Amore nero” regia di RAUL BOVA

Piccole cose di valore non quantificabile” di PAOLO GENOVESE e LUCA MINIERO

“Giulia ha picchiato Filippo” a cura della RETE NAZIONALE DEI CENTRI VIOLENZA

  • Sabato 7 settembre ore 18.00 – Magliano in T. – Giardino sul Torrione

Presentazione del libro:

ABBECEDARIO DEL LAVORO FEMMINILE. Dalla Sicurezza all’accuratezza”  Del Bucchia editore

di: Simona Cerrai, Antonella Faucci, Maria Pia Lessi, Jacqueline Monica Magi,  Oriana Rossi.

Prefazione di Susanna Camusso

Sarà presente una delle autrici Simona Cerrai

 

  • Sabato 14 settembre  ore 18.00 – Magliano in T. –Giardino sul Torrione

 Giuliana Gentili presenta:

 TRA STORIA E MEMORIA. IL RACCONTO DI VANNA

Tesi sul movimento delle donne negli anni ‘70

Sarà presente l’autrice Maria Giovanna Zanini

Orbetello: in piazzetta dai pescatori per conoscere Alfredo Romagnoli, un pittore del 900.

 

Il Circolo Culturale Orbetellano “Gastone Mariotti”, in collaborazione con la cooperativa “I Pescatori” ha presentato, ieri 31 luglio 2013, una ricerca curata da Rossella Rispoli, sulla vita e le opere di Alfredo Romagnoli, un artista del 900 della Costa D’argento.

31 luglio 2013 conferenza su Alfredo Romagnoli

31 luglio 2013 conferenza su Alfredo Romagnoli

L’evento si colloca nell’ambito degli undici giovedì culturali che il Circolo G. Mariotti  ha organizzato nei mesi di giugno, luglio, agosto e settembre, per unire la cultura alla cucina e alle tradizioni locali orbetellane.

Quello di ieri è stato il quinto evento della serie aperta nel mese di giugno che ci ha visto impegnati:

  • giovedì 13 giugno – presentazione del Libro “Orbetello 1646 L’Assedio Memorabile” del Prof. Gualtiero Della Monaca.
  • giovedì 27 giugno – Enzo Lenzi un artista orbetellano del 900, a cura di Rossella Rispoli.
  • giovedì 11 luglio – Il Sistema Difensivo di porto Ercole tra Medioevo e Rinascimento. Illustrato da Lorenzo Fusini.
  • giovedì 25 luglio -Teopisto Scotto, un artista della Costa D’Argento del 900, curato da Rossella Rispoli.

La presentazione di Alfredo Romagnoli è stata avvincente per l’enorme varietà di opere, quadri costruiti con la tecnica del colore spatolato e disegni realizzati con pochi tratti di matita in chiaroscuro. La relatrice ha commentato le immagini con interessanti notazioni tecniche arricchendo il discorso con aneddoti sulla vita dell‘artista che ne hanno messo in luce l’aspetto umano e la profonda ricchezza di pensiero. Insomma una bella serata tra amici e turisti incorniciata in un magnifico paesaggio lagunare.