Le Antiche Mura “etrusche” di Orbetello

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La Tavola Rotonda che si è svolta il 22 e 23 settembre ha raggiunto lo scopo di fare il punto sullo stato delle conoscenze sulle mura di Orbetello e sulle fortificazioni di età ellenistica in generale. I lavori delle due giornate di studio hanno fornito gli strumenti per ridefinire il progetto di studio scientifico delle mura e più in generale della città etrusca di Orbetello di cui lo stesso convegno è stato parte. Come già sapete il progetto è articolato in tre fasi:

  • una conoscitiva, di sintesi della documentazione disponibile e di realizzazione di indagini geognostiche (carotaggi che permettano di datare le stratigrafie del promontorio e della laguna);
  • una congressuale, della durata di due giorni (Tavola Rotonda), per fare il punto sulle conoscenze e sulle problematiche relative;
  • una progettuale, per stabilire le strategie su cui impostare le indagini future e le possibili scelte di valorizzazione. Ad esempio, scavi mirati o sondaggi stratigrafici per verificare le fasi di impostazione delle mura, creare percorsi di visita che aiutino gli abitanti e i visitatori a comprendere la complessa storia della città e del suo ambiente unico.

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La prima fase conoscitiva, che è stata arricchita dalle attività della Tavola Rotonda, non si può ancora considerare conclusa. Infatti è auspicabile che il quadro conoscitivo di sintesi venga formalizzato in una Relazione archeologica a cura di un professionista del settore, che completi l’attività di raccolta dei dati bibliografici e d’archivio sulle evidenze archeologiche del promontorio e della laguna, in cui sia riportata una cartografia in scala adeguata con il posizionamento dei rinvenimenti, la loro affidabilità stratigrafica e la loro profondità di giacitura. Nella relazione archeologica dovrebbero confluire anche i dati a oggi disponibili di natura paleoambientale e geomorfologica, eventuali carotaggi già effettuati anche per scopi non archeologici a disposizione del Comune.

Dai lavori del convegno è inoltre emerso che l’ambiente in cui si è sviluppato il primo insediamento dell’area urbana è tutt’altro che conosciuto: in particolare, il livello dell’acqua, la stessa morfologia della laguna, la profondità del suo fondale, il collegamento o meno con il mare aperto, la salinità dell’acqua, la navigabilità, tutti dati di fondamentale importanza per comprendere le vicende insediative di Orbetello. Invece, risulta ormai assodato che le mura si impostano su una paleospiaggia a poca profondità, che doveva essere emersa al momento della costruzione, che si considera senza ombra di dubbio risalente al terzo sec. a.C.

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Si ritiene pertanto prioritario che le indagini geognostiche previste si concentrino sugli aspetti paleoambientali e geomorfologici, tralasciando le indagini geofisiche i cui risultati attesi in questa fase sono sicuramente meno interessanti e sostanzialmente noti.

Le attività da sviluppare, a seconda delle disponibilità economiche, potranno concentrarsi sui seguenti aspetti:

  • redazione della relazione archeologica, da cui si potrà valutare il posizionamento più opportuno per i carotaggi in area urbana;
  • esecuzione e lettura di carotaggi, anche in numero maggiore di quelli previsti inizialmente. Sarebbe interessante posizionarli sia nell’area del centro storico, a ridosso delle mura ma anche al centro dell’ipotetico insediamento, per valutare lo spessore dei depositi e le eventuali profondità di giacitura dei livelli antichi, oppure se questi siano interamente stati asportati dalle costruzioni moderne; inoltre, sarebbe fondamentale posizionare alcuni carotaggi direttamente nella laguna, sia in prossimità del promontorio sia in prossimità dei tomboli;
  • studio delle malacofaune (conchiglie) eventualmente presenti nei carotaggi della laguna da parte di uno specialista; le specie presenti nei vari livelli potrebbero fornire indicazioni su temperatura e salinità dell’acqua nelle fasi antiche;
  • datazione al radiocarbonio di resti organici eventualmente recuperati dai carotaggi, per contestualizzare la stratigrafia dal punto di vista cronologico. Se i campioni saranno rappresentativi, questo permetterà inoltre di datare le prime fasi di formazione della stessa laguna;
  • lettura sedimentologica dei carotaggi da parte di uno specialista in sedimenti degli ambienti umidi.

Si ricorda infine che tra gli scopi del progetto è prevista la promozione, messa in sicurezza e valorizzazione dell’opera muraria. A tale scopo, sarà opportuno prevedere sin d’ora di destinare risorse alla pulizia delle mura dalle erbe infestanti (anche attraverso campagne di volontariato, purché con la direzione scientifica di professionisti del restauro) ed eseguire una prima mappatura delle lacune che dovranno essere tamponate con un successivo progetto di restauro.

Inoltre la valorizzazione del monumento potrà essere pensata attraverso un’opportuna illuminazione e il posizionamento di materiale informativo didattico.

Edoardo Federici

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