IL MESTIERE DI CITTADINO

Cittadinanza e diritti della persona copia copiaI lavoratori nel passato, anche se in gran parte erano portatori di carenze intellettuali e, forse, anche morali dovute alle oggettive condizioni materiali di vita, avevano comunque saputo trarre, spesso spontaneamente, linfa vitale per migliorare e migliorarsi, attraverso tanti sacrifici, ma anche con intelligenza e abnegazione.
Sembrerebbe che le cose non stiano più così, e che anzi, si cerchi di fare ogni sforzo perché ciò venga cancellato dalla nostra mente.
Oggi, che l’istruzione è arrivato in ogni casa, dovremmo essere capaci di mettere in atto una ricerca continua tesa ad una rivalutazione culturale che possa consentirci di realizzare il grande obiettivo della completa liberazione e permetterci, finalmente, di sopprimere tutti gli orpelli di una conoscenza intellettuale fine a se stessa, surrogato dell’azione politica a tutti i livelli della nostra vita. Quindi un cambiamento generale del modo di pensare ed agire, che cominci col modificare in primo luogo noi stessi.
Perciò, oltre alla necessaria battaglia politica in campo aperto, se ne deve combattere una assai meno appariscente e certamente meno esaltante, quella del cambiamento dei rapporti umani a cominciare dal nostro essere.
Un lungo filo rosso copia copiaIl pessimismo dell’uomo è cosa antica, ma oggi sembra cresciuto fino a compromettere le sorti stesse dell’umanità. Per questo è necessario ritrovare una lucida volontà e sicuramente anche una buona dose di disponibilità, per non continuare a vivere sul filo del rasoio, e per poter ritornare ad una forma di vita migliore.
E’ necessario quindi riflettere e studiare per raggiungere un più alto livello di consapevolezza, per l’acquisizione di un’altra cultura di un altro convincimento rispetto ai dettami demagoghi e populisti attuali.
Certo, la politica è cosa assai importante e, spesso inconsapevolmente, continuiamo a farla con ogni nostro atto giornaliero (sarebbe meglio consapevolmente), ma nel frattempo dobbiamo essere in grado di studiare la nostra storia. osservare la realtà passata e quella del nostro tempo, per poter comprendere la realtà in evoluzione e per appropriarci degli elementi originali e fondamentali per proiettarli con lucidità nel futuro.
Ciò potrà consentirci di mettere in rilievo, al di la di ogni altra importante considerazione, il fallimento di una linea politica e di una pratica di governo dovuta, in primo luogo, alla mancanza di una alternativa culturale e alla scarsa capacità di comprendere il paese e il mondo.
Fermarsi sulle posizioni acquisite, anche se di progresso, a lungo andare, senza una nuova ricerca, un rinnovamento culturale e senza comprendere la realtà in evoluzione, si finisce con il relegare anche le idee più avanzate in una condizione di minorità e di conservazione.
La crisi del potere politico è pertanto legata ad una assenza di visione del mondo, di corretta ideologia, di capacità di proporre un modello in cui si compongano i portati delle scienze e le esigenze morali e civili delle popolazioni.
Ci troviamo, quindi, una classe dirigente al potere priva di una visione, di una cultura e di un modello da proporre e lontana dalle esigenze morali e civili dei cittadini, degli amministrati. Si è creato così quel vuoto di potere nel quale si sono inserito e continuano ad inserirsi corpi intermedi (corruzione, criminalità organizzata, privilegi di ogni genere, disoccupazione e povertà aprendo in tal modo la strada a pericolose soluzioni.
E’ questo un discorso che comincia ormai a diventare valido non solo per l’amministrazione della cosa pubblica, ma anche per le diverse associazioni e per le imprese in generale.
Dovremmo perciò avere la capacità di dar vita a gruppi dirigenti, che per essere tali devono avere da proporre una nuova visione del mondo, una cultura in grado di supportare tale visione ed essere in consonanza con le esigenze morali, sociali e culturali dei cittadini.
Sono sensate le cose fin qui evidenziate, anche se succintamente??
In caso affermativo, in che cosa abbiamo mancato nel corso di tutti questi anni?
Dove, quando e perché abbiamo sbagliato?
Si possono recuperare le idee così ben evidenziate e sintetizzate dalla nostra Costituzione repubblicana, quelle idee che hanno permesso di costruire una nazione, che hanno segnato momenti importanti per la crescita democratica, morale, civile, culturale?
Possiamo ancora pensare ad una vita migliore con un residuo di speranza?
Parliamone.
Bene! Io penso che la speranza di un mondo migliore, meno ingiusto non sia ancora del tutto tramontata, a condizione di essere in grado di organizzarci per cominciare a recuperare la nostra storia, la nostra memoria, per contribuire, in molti, a delineare un futuro diverso da quello che attualmente intravediamo che, in un certo senso, c’è stato pian piano imposto. Ciò permetterà di acquisire velocemente la consapevolezza che ognuno di noi è artefice del proprio futuro, che pertanto il futuro non è ancora scritto, di andare a ricostruirlo con la convinzione che noi possiamo dare un importante contributo.
Diventare tali significa diventare dei cittadini veri, significa comprendere che il dubbio e la critica ci aiuteranno ad essere autenticamente liberi: dubbio e critica anche a proposito delle nostre credenze, dei nostri ragionamenti e rispetto a qualsiasi teoria della conoscenza.
Certo, tutte cose che non possono essere considerate certezze definite, ma per poter fare il nostro mestiere di cittadino sono, senza dubbio, già sufficienti.

di Giovanni Damiani Inviato su Varie

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