UN ALTRO LIBRO IMPORTANTE DEL CIRCOLO CULTURALE ORBETELLANO “G. MARIOTTI”.

La Laguna di Orbetello COP.inddIl Circolo Culturale Orbetellano “Gastone Mariotti”, sulla base di un’approfondita ricerca storico -bibliografica del Socio Giovanni Damiani, ha dato alle stampe un nuovo libro dal titolo “LAGUNA DI ORBETELLO. Storia, lavoro e vita sociale dal 1414 al 1960”, che sarà prodotto da “Edizioni Effigi” di Arcidosso.
Una ricerca storica che va a mettere un altro tassello a questa particolare parte della vita orbetellana, che deve essere accolta come un contributo alla conoscenza e all’approfondimento di un tema ancora oggi molto sentito e di grande attualità; un contributo per tutti coloro che desiderano approfondire aspetti particolari della vita, della storia e delle attività che si sono svolta e che ancora si svolgono in Laguna.
La presentazione del libro, inclusa nei “GIOVEDI CULTURALI”, organizzati dal Circolo stesso nel 2013, si terrà presso la Ridotta Burgos – Piazzetta dei Pescatori – Via Leopardi, 9, Orbetello, il 12 settembre p.v. alle ore 21,00.
Come si evince dal titolo, si tratta di un lungo viaggio nella storia, nel lavoro e nella vita sociale di quei pezzi della società orbetellana direttamente impegnati nella Laguna e delle istituzioni che intervenivano nella gestione, nella conservazione, nella cura e nello sfruttamento di questo straordinario ambiente.
E benché l’esame effettuato non sia ancora completo e definitivo, porrà immediatamente il lettore di fronte ad una tematica di eccezionale rilevanza e attualità, a momento storici, sociali ed umani assai intensi e vitali, aprendo scenari di grande interesse, che travalicano l’ambito locale.
Apparirà subito evidente che si tratta di un patrimonio ambientale di grande valore, di un territorio su cui si è sviluppata una storia importante, che nei secoli ha riservato ai suoi abitanti momenti di splendore e periodi di desolazione, condizionando, quindi, in modo positivo o negativo, la loro esistenza.
Storia dunque della Laguna di Orbetello? Certo, anche se la ricerca non ha queste pretese per il parziale esame della sua lunga esistenza e delle sue spesso travagliate vicissitudini. Come tutti i lavori di sintesi è il risultato di una selezione del vasto materiale esistente e consultato, inedito o già conosciuto, e il territorio di cui fa parte la Laguna è così ricco di storia, di cultura e bellezze naturali, che qualsiasi interpretazione può risultare, per qualche verso, non inserito nel giusto contesto. C’è insomma la consapevolezza di non aver potuto ricordare o mettere in evidenza tutto quanto appartiene alla vita della Laguna, forse anche cose di notevole importanza.
Tuttavia, la ricerca contiene e mette in evidenza dati e notizie di grande interesse, un immagine per molti versi ancora sconosciuta o trascurata della nostra Laguna.

In relazione al fatto che un associazione come la nostra, senza scopo di lucro, che vive con la quota sociale annua di una cinquantina di affezionati Soci, e quindi in operazioni di questo genere che vogliamo fare e continueremo a fare, con lo scopo importante di far conoscere al mondo la nostra storia e le nostre tradizioni può farci trovare in serie difficoltà, qualche giorno fa abbiamo lanciato la prenotazione del libro che ha cominciato a dare i suoi frutto.
Pertanto, certi che comprenderete e accoglierete con comprensione la nostra richiesta, coloro che desiderano acquistare il libro, che costerà 12,00 euro, sono pregati di prenotarlo, telefonando al n. 0564-862539 (Giovanni Damiani) – oppure ai seguenti indirizzi e-mail: doriana.rispoli@gmail.it – edoardo.federici@libero.it – rossella.rispl1@gmail.con – francescacelestra@live.it – g.damiani5@virgilio.it –
Le richieste devono contenere il recapito completo per darci modo di consegnare il libro senza difficoltà. GRAZIE.

IL DEGRADO DELLA DUNA FENIGLIA E DELLA SUA PINETA

HO RICEVUTO QUESTA NOTA DI EMIDIO CAGNOLI CHE EVIDENZIA TUTTA LA SUA PREOCCUPAZIONE E UN ACCORATO GRIDO DI ALLARME, CHE CONDIVIDIAMO, SUL DEGRADO E SUL FUTURO DELLA DUNA DI FENIGLIA E DELLA PINETA, CHIEDENDOMI DI PUBBLICARLA SUL BLOG DEL CIRCOLO CULTURALE. LO FACCIO MOLTO VOLENTIERI, PERCHE’ RITENGO CHE I PERICOLI CHE EGLI DENUNCIA SIANO REALI.

tomboloFenigliaNell’agosto del 2012 nella pineta di Marina di Grosseto 55 ettari furono distrutti da un grosso incendio ed a tutt’oggi subisce danni irreparabili, in mancanza del cosiddetto ripristino e recupero dell’intera area e intervenendo con bulldozer e violenza sulla pineta stessa e non in maniera manuale e attenta, come andrebbe giustamente fatto, se dobbiamo dar retta a quanto è apparso sulla stampa locale nei giorni scorsi.
Però, non sono solo gli incendi a distruggere le pinete, ma anche il disinteresse; mi spiego meglio e scendo nello specifico, pensando alla nostra meravigliosa “Feniglia” e alla sua pineta ricostituita cento e più anni fa e li dimostra tutti in negativo (1911 – 1928).
Negli ultimi 20 anni abbiamo assistito al massimo del suo degrado, ora l’azione negativa delle mareggiate, ora delle decine di migliaia di persone che la popolano nei periodi estivi, facendo ogni cosa negativa sia fisiologica o di altra sorte, come spesso quella di accendere fuochi ai limiti fra duna e mare.
Ma la cosa che causa più degrado e di conseguenza eccessivo pericolo è il disinteresse da parte dei cittadini che la usufruiscono con il loro comportamento scorretto, privo di senso civico, insieme al fatto che le istituzioni delegate alla tutela, Comune in testa, non hanno capito la gravità di ciò che sta succedendo.
E’ veramente in discussione l’esistenza e il futuro della nostra pineta.
Oltre a ciò, non si fa abbastanza da parte delle istituzioni interessate alla sua tutela, per una gestione corretta della pineta, ringiovanendola con nuove piantumazioni di pini e il taglio del vecchio.
La nostra pineta è vecchia e come un vecchio va rispettata con una gestione corretta. Ora non produce più pinoli come una volta e non c’è più un programma di raccolta a fini economici ed anche per questo il ringiovanimento sarebbe necessario.
Ho 70 anni, sin da piccolo vado in pineta e non l’ho mai vista così concia e malandata come negli ultimi 10 anni.
Il disinteresse è la causa maggiore del degrado della pineta, pertanto auspico che nell’immediato futuro cresca in noi cittadini, nelle istituzioni preposte alla sua tutela una nuova coscienza e cultura di intendere e usufruire questo immenso patrimonio meraviglioso che è la nostra Feniglia, perché da questo può essere messa in discussione anche la qualità di vita di noi orbetellani e del paese stesso.

Puccini in Maremma

Circola ancora un aneddoto ad Orbetello riportato in vari libri, quello di Arturo Mengoni “Coppiole epadella”, di Alfio Cavoli “Puccini in Maremma” e che io ho appreso dalla voce del nostro Presidente onorario Bruno Ugazzi, una delle nostre memorie storiche. Questo l’aneddoto.
Il comitato, che era andato a fare visita al maestro per ringraziarlo della benevola adesione al Comitato promotore de Concorso bandistico nazionale chiese a Puccini, che quel giorno era di buon umore, ” E’ vero il racconto sulle battute scritte sul caminetto della sala da pranzo? Sì, infatti quando venni la prima volta ad abitare qui, scorsi che, sulla fascia del caminetto erano incise le battute- “Un bel dì, vedremo” della Butterfly. Puccini li porta a vedere. E’ vero che rivolgendosi al capo-muratore gli disse “Amico, hai sbagliato”. Aveva dimenticato una legatura… una legatura soltanto… E come fa il maestro agli scolari che non sappiano compitare scorre l’indice sulla lastra del duro cemento segnato dalle note, a canta sottovoce: ” un bel dì vedremo… levarsi un fil di fumo.
Non sempre Puccini era radioso, il suo umore cambiava, era un metereopatico, somatizzava le ansietà e le irrequitezze del suo animo romantico, ma sempre provava amore per le persone semplici, che sapevano infondergli pace e serenità. Artista nell’anima – come scriveva Mazzini – odiava gli artisti e l’arte. Mentre andava in estasi davanti ad un tramonto o a un sorgere di sole, mentre sentiva la poesia di un bel chiaro di luna splendente sul mar tranquillo, che ammirava per ore dal balconcino della sua camera da letto della Tagliata, non si commoveva davanti ad un angiolo del Beato Angelico e non aveva simpatie né per i musei, né per le gallerie. Infatti nelle sue case non si trovava un quadro di autore né una terracotta vera, e neppure comprò mai quadri dai suoi amici artisti che stavano a Torre del Lago, mentre ammirava la natura in tutte le sue fasi, l’arte nel senso che tutti noi intendiamo, egli non la intendeva: ammirava però il Colosseo, le Piramidi, le rovine di Ansedonia…
Oscillava tra la solita melanconia e la vita da bohèmien. Aveva creato una bohème, non quella della vita milanese, quando doveva fare i salti mortali per mettere insieme il pranzo con la cena, ma una bohème benestante fatta di grandi abbuffate e sbronze solenni nella bettola del paese chalet di Emilio, ricostruito in occasione del film di Paolo Benvenuti “La fanciulla del lago” che fu approdo e ristoro per i cacciatori e pittori amici del maestro. Quasi come il nostro Circolo che si ritrova nelle sua sede estiva presso l’hortus mirabilis di Emilio non per far mangiate, ma per leggere e commentare i testi della nostra storia locale.

Puccini in Maremma

Giacomo Puccini, targa Tagliata 003Durante una gita in barca ho cabotato le coste del promontorio dell’Ansedonia ed ho rivisto la Torre San Pancrazio e la Torre San Biagio, dopo a nuoto mi è apparsa dal mare maestosa e solitaria la Torre della Tagliata. Mi è tornato alla mente lo scritto in occasione del convegno che il Circolo Culturale organizzò in collaborazione con il Comune di Capalbio, la Tenenza della Guardia di Finanza di Orbetello ed il Comune di Orbetello sul 150° anniversario della nascita di Giacomo Puccini. Vorrei riproporre il mio pezzo pubblicato sulla ristampa di un opuscolo del 1925 dedicato al maestro.
“E come potevamo noi non cantare il genio di Giacomo Puccini, quando da tante parti d’Italia all’unisono si infittiscono manifestazioni in suo onore; come potevamo noi tacere, quando il maestro proprio la nostra Maremma per venire a trovarvi ispirazione. Alla Torre della Tagliata cominciò a comporre la sua ultima opera: la Turandot, il suo ultimo capolavoro, la sua creatura prediletta, ma anche la più sofferta tra le opere da lui composte. Il mare in tempesta o increspato dallo scirocco gli portava le dolci note che la sua vena malinconica sapeva trasformare sullo spartito.
Il Circolo culturale “G. Mariotti”, questi innamorati della Maremma, e non solo perché vi sono nati, nelle settimanali riunioni hanno imbastito e messo su e poi definito un programma di manifestazioni che ricordano il maestro nel centocinquantesimo della sua nascita, ha voluto ripercorrere attraverso un convegno le tappe della sua permanenza nella nostra terra, mostrarlo sia nella sua veste intima che in quella pubblica. Il Circolo ha inteso questa manifestazione come l’ottavo convegno “Maremmani da ricordare” dedicati alle grandi personalità che in vari campi si sono distinte in Italia e nel mondo… Il grande Puccini ha infatti frequentato le zone di Capalbio e di Orbetello per più di un quarto di secolo dal 1896 a poco prima della sua morte avvenuta a Bruxelles il 29 novembre 1924. Il Circolo e le altre Le varie Associazioni riporteranno alla luce il ricordo del grande compositore disssotterrando da un oblio di più di un lustro la sua figura che pure avrebbe dovuto essere presente sempre alla nostra comunità.
Ora più che mai è necessario donare ai più giovani l’immagine del compositore, dell’amante della caccia, spiegare il rapimento da cui Puccini fu preso, rapimento tale da fargli acquistare una vecchia torre che divenne luogo di ispirazione ed oasi di pace. Così attraverso Puccini la comunità orbetellana riscoprirà la cultura del territorio e, attraverso un’asse tra passato-presente i valori che da sempre sono alla base del vivere sociale: rispetto ed umiltà.
La cultura è vita, solidarietà, amore, condivisione, è luce e ombra e la figura di Giacomo Puccini è il connubioi massimo delle opposte forze che generano la vita e fanno di essa un capolavoro eccelso”.

Orbetello: Rossella Rispoli espone alla Polisportiva di Orbetello Scalo.

Dopo la mostra allestita alla polveriera Guzman, che si è chiusa il 14 agosto, in cui Rossella Rispoli ha esposto alcuni dei suoi quadri su carta ruvida, realizzati con matite di varie numerazioni, l’artista espone oggi le sue opere presso la sala convegni della Polisportiva di Orbetello Scalo con la collaborazione della  Pro Loco.

Si.To.Cù , Orbetello scalo

Si.To.Co , Orbetello scalo

Si.To.Cù , Orbetello scalo

Si.To.Co , Orbetello scalo

Nella mostra dal titolo “SUGGESTIONI DI ARCHEOLOGIE INDUSTRIALI”, sono esposti dei quadri realizzati tra le rovine della Si.to.co, Montecatini – Montedison. Opere pittoriche, incisioni e acquerelli, accompagnate da un filmato che illustra la storia della fabbrica fin dalla sua nascita.

Il lavoro dell’artista rappresentano una documentazione di archeologia industriale facendo rivivere al pubblico gli angoli più nascosti e suggestivi del complesso di capannoni e strutture che un tempo rappresentavano il cuore industriale della città.

La mostra, già presentata nel 2011 nel Palazzo del Frontone di Orbetello, è stata rivista e ampliata con opere inedite.

La crisi della politica

“Assistiamo oggi anche alla socializzazione della politica, ovvero al proiettare direttamente sulle istituzioni le mentalità e le culture che definiscono le divisioni sociali. Secondo il prof Massimo Ilardi, docentebdi sociologia urbana, quando a politicizzarsi non sono le identità ma il corpo, i sentimenti, i desideri, l’immaginario, non solo cade uno dei potenti bastioni della razionalità del politio moderno, che è quello della rappresentanza di quegli interessi, crolla anche la possibilità di semplificare la rappresentanza di quegli stessi interessi. Nel momento in cui il privato è stato politicizzato, prima con il femminismo, poi con i movimenti libertari e ora con i problemi di genere e il primato del consumo, che pone il desiderio individuale come fondamento di ogni scelta, anche la politica viene privatizzata, con la sovrapposizione mediatica della vita dei leader e con i conflitti di interesse che sempre più divengono fenomeni che investono i livelli istituzionali. La separazione tra pubblico e privato si incrina e porta all’annientamento del primo e dei suoi valori condivisi e, dall’altra, porta alla rilevanza del secondo nel definire i contorni degli schieramenti e delle contrapposizioni sociali”. Queste riflessioni del Vice Presidente Sergio Costalli fondatore dell’Archivio Storico Memorie Cooperative invitano a prendere atto della crisi della nostra politica sempre più spettacolarizzata, basata sull’apparire priva di senso civico e di misura, una lotta di tutti contro tutti.

di dorianarispoli2013 Inviato su Politica

IL Sabato al Torione di Magliano: Libere nonostante tutto

L’assessorato alle pari opportunità del Comune di Magliano organizza una serie d’incontri che si terranno il sabato alle ore 18 presso il Torione di Magliano,  un ciclo di appuntamenti su temi legati alla storia ed alle condizioni di vita e di lavoro delle donne dal titolo:

LIBERE NONOSTANTE TUTTO

LE DONNE, ALLA PERENNE RICERCA DEL “PROGETTO DI SÉ”

Agli incontri, che si svolgeranno Sabato 31 Agosto, sabato 7 settembre e sabato 14 settembre, saranno presenti le artiste locali  CARMEN FARINI con le sue pitture e CRISTIANA MILANESCHI con le sue poesie. In caso di cattivo tempo gli incontri verranno spostati  alla sala di via OBERDAN.

  • Sabato 31 agosto ore 18.00 – Magliano in T. –Giardino sul Torrione

L’ASSOCIAZIONE OLIMPIA DE GOUGES presenta il lavoro svolto dalle volontarie del centro antiviolenza di Orbetello con la proiezione dei seguenti cortometraggi:

 “Amore nero” regia di RAUL BOVA

Piccole cose di valore non quantificabile” di PAOLO GENOVESE e LUCA MINIERO

“Giulia ha picchiato Filippo” a cura della RETE NAZIONALE DEI CENTRI VIOLENZA

  • Sabato 7 settembre ore 18.00 – Magliano in T. – Giardino sul Torrione

Presentazione del libro:

ABBECEDARIO DEL LAVORO FEMMINILE. Dalla Sicurezza all’accuratezza”  Del Bucchia editore

di: Simona Cerrai, Antonella Faucci, Maria Pia Lessi, Jacqueline Monica Magi,  Oriana Rossi.

Prefazione di Susanna Camusso

Sarà presente una delle autrici Simona Cerrai

 

  • Sabato 14 settembre  ore 18.00 – Magliano in T. –Giardino sul Torrione

 Giuliana Gentili presenta:

 TRA STORIA E MEMORIA. IL RACCONTO DI VANNA

Tesi sul movimento delle donne negli anni ‘70

Sarà presente l’autrice Maria Giovanna Zanini

Orbetello: Così ci vedono da fuori

Un turista,  Hédi Bouraoui, in vista a Orbetello ha dedicato questa poesia a Emilio e Nori Cagnoli.

ORBETELLO IN ORBITA LINGUA

di Hédi Bouraoui

Oh Tu… Orbetellum… luogo erboso

Latino ibrido d’antenati Senesi

Il tuo Leone vi si specchia e prende le sue fattezze

Senza dimenticare quelle etrusche e Spagnole

Nei loro contorni!

Orbetello – Lingua – Penisola sgorgata

Dal Seno dell’Italia

Questo lembo di terra si allunga rettilineo chiamato

Diga asfaltata luogo indefettebile

Tra Te-Città… Stagni… Monte Argentario

Questa strada offusca la Natura… il tempo di una passeggiata

Ma affascina ciclisti…automobilisti… camionisti!

Alla modernità… Nessuno può sottrarsi!

In vetta alla tua fronte altera… L’Argentario

Un Belvedere strabiliante… per il suo puro chiarore

La notte Porto Santo Stefano risplende di tutte le sue luci

Come una daga affondata nel grembo del mare

Dalla parte opposta… si pavoneggia Porto Ercole… gioiello nel suo genere

Il suo Monte si rifiuta di lasciarsi scalare… o valicare!

Orbetello… Direttore d’orchestra della Maremma

Comme posso tradurre in parole

Ciò che la Natura ha messo in scena… lei stessa?

Comme cogliere la raggiante maestosità

Del tuo intrigante paesaggio assetato di complimenti?

Lì… Terra e Mare… Spiagge e Montagne…

Pinete e Stagni… Canali e Lagune…

Dialogano tra di loro… all’unisono!

Una vera e propria sinfonia di linguaggi da mozzare…

Il fiato alle Repubbliche delle banane!

Ed eccoti emergere dal Paese… Penisola

Fallica pronta a fecondare Prosperità e Gioia di vivere

Ponente e Levante… Stagni maleodoranti ti cullano

Città – Libro… diletto figlio del Monte Argentario

Non con denaro contante… ma

Col grigio d’ulivi… Mistero… Libero – arbitrio

Delle lingue nazionali… e straniere !

Due arcobaleni Terrestri ti stringono con amore

Tra le loro braccia loquaci… e sembrano farti

parlare  per sempre… delle loro labbra fraterne

Pinete e spiagge sì giustamente denominate :

Feniglia e Giannella… La prima evoca

La Fenicia… la seconda… i volti binari

Di GIANO BIFRONTE

Testa o Croce che scommettono solo sull’Armonia!

Ti restano ancora dei pezzi di cinta muraria che rivelano

L’arte degli antichi che si ispiravano ai carapaci

Di tartarughe per incastrare i Megaliti poligonali

Gli uni negli altri in un medesimo progetto di protezione

Il mare li bagnava da secoli incidendoli

di miriadi di bocche tal nicchie dove vivevano

In pace dei litofagi in un ballottaggio terra / mare!

Ingegnosi… i pescatori orbetellani hanno concepito

Il Martavello… con cose da niente: reti – trappole

Ad immagine del paesaggio… qui tuttavia gli Archi

Diventano cerchi interdipendenti in serie

Imbuti rovesciati… di ferro ornati di reti

Che non lasciano scappare né preda… né Croce…

Quel tranello ondeggiante come un’anguilla fa vivere

L’Uomo in un Benessere… in un Ben leggere

Briciola di Bellezza che scandisce una pluralità di lingue colorate!

Orbetello: La chiesa da salvare

 

Riportiamo un articolo pubblicato  mercoledì 21 agosto 2013 sul quotidiano il Fatto Quotidiano 

PATRIMONIO ALL’ITALIANA     di Tomaso Montanari

articolo del 21-03-13

articolo del 21-03-13

A ORBETELLO, città sull’acqua alle soglie della Toscana e alle porte dell’Argentario, continua la lotta per la difesa della piccola, antica chiesa di Santa Maria delle Grazie.

Nel luglio del 2003 (sindaco Rolando Di Vincenzo, braccio destro del suo ben più noto predecessore Altero Matteoli) la giunta comunale di Orbetello alienò a privati l’ex-ospedale cittadino (6200 mq, in parte antichi e in zona pregiatissima) alla società romana Global Service, che sborsò la cifra non strepitosa di 3.620.000 euro.

Nello storico complesso (destinato a diventare un condominio) è incastonata anche la chiesetta, carissima agli orbetellani per esser da sempre luogo degli arrivi (battesimi) e delle partenze (funerali) dei loro cari: ma dopo la privatizzazione SantaMaria (con affreschi, arredi liturgici, archivi) andava allegramente in malora, inaccessibile a tutti tranne che ai topi, nella più completa indifferenza delle Soprintendenze di Siena. Dopo un articolo del Fatto (agosto 2011) che riprendeva la protesta di alcuni comitati civici locali e dopo una conseguente interrogazione parlamentare, la nuova giunta di Orbetello si mosse. Ma i risultati (denuncia oggi il Circolo Culturale Orbetellano “Gastone Mariotti”) sono assai dubbi. Con delibera dell’11 giugno scorso, il Comune si riprende indietro la chiesa, sì, ma intanto senza la sacrestia, e poi questa cessione non è affatto gratuita, ma compensa la mancata realizzazione dei parcheggi di cui la Global Service avrebbe dovuto dotare il condominio che ricava dall’ospedale. In altre parole, la comunità di Orbetello paga il recupero (parziale) di uno suo inalienabile bene storico (in pessime condizioni) con un prevedibile aggravamento del già tremendo problema del parcheggio estivo.

E intanto, denuncia ancora il Circolo, risulta scomparsa la campana fusa nel 1488 che fino all’apertura del cantiere era al suo posto.

E uno si chiede: ma perché l’interesse di tutti e di ciascuno (cioè l’interesse della comunità, l’interesse pubblico) anche quando non viene del tutto calpestato deve sempre venire dopo, ma molto dopo, l’interesse di qualcuno?

LA NOSTRA IDEA DI CULTURA

Che cosa è questa parola sotto la quale si sussumono infinite sostanze? La cultura appare un patrimonio di sapere collettivo, nelle sue forme più o meno articolate e diverse, che rende possibile la vita unitaria di un gruppo umano. In questa definizione non vi è distinzione tra “cultura materiale” e “cultura spirituale”; studi relativamente recenti, infatti, hanno sottolineato l’aspetto del rapporto fra questi due momenti, che mettono in evidenza il lato collettivo e quello individuale del fenomeno sociale totale.

La forza delle associazioni è un patrimonio per tutta la comunità

La forza delle associazioni è un patrimonio per tutta la comunità

E da questi studi è maturata una definizione del modello di cultura come strumento più adeguato a cogliere la complessa dialettica che si instituisce fra i due momenti ricordati. La cultura è quindi un insieme strutturato, trasmesso storicamente di significati contenuti in simboli, un sistema di concezioni ereditarie, espresse in forma simbolica per mezzo delle quali gli uomini comunicano, perpetuano e sviluppano le loro conoscenze e le loro prese di posizione di fronte alla vita. Quale degli aspetti contenuti in questa definizione bisogna scegliere o quale degli aspetti bisogna riunire in un concetto globale di cultura che la renda meno astratta e, quindi, più concreta? Io credo che la cultura ad Orbetello debba andare di pari passo con il mondo dell’associazionismo cittadino, debba essere elemento di unione, condivisione di forze, solidarietà di idee, comunanza di passioni, che vinca le diversità e sia un bene primario per tutti. Naturalmente per fare ciò è necessario abbandonare ogni pregiudizio ideologico, ogni steccato di appartenenza per raggiungere una IDEA di cultura che sia superiore a tutte le particolarità di cui è composta e le sintetizzi tutte. Il cammino è faticoso e lungo, irto di pericoli e fonte di dolori, ma non impossibile. Aprire le biblioteche alla gestione delle associazioni culturali, fondere le iniziative sportive, rendere vivi, ove ci siano, gli archivi storici, formare cooperative di giovani guide locali, investire in accoglienza: bagni pubblici, cartelloni esplicativi, festival giovanili e non, concorsi di poesia e  di narrativa etc.  Già così semplicemente l’organizzazione richiede uno sforzo immane, ma bisogna pur cominciare e ciò che sarà creato avrà poi solo bisogno di piccole revisioni. Una struttura per operare e saldare deve essere pubblica per l’interesse pubblico, deve avere fondi e mezzi, ma soprattutto deve avere idee che devono unire e non dividere. E’ un monito di speranza che , me ne rendo conto, in una società come quella odierna ancorata al particolarismo ed al settarismo, rasenta l’utopia. Certe volte, tuttavia le utopie si avverano. Il Circolo culturale crede che una parte di ciò sia possibile e continuerà ad operare per dare, a chi le vuole ricevere, piccole perle di cultura.

I napoletani non devono viaggiare

Vorrei pubblicare il tuo articolo sul nostro blog. Complimenti bella ironia.

antoniomenna

Ho fatto un errore madornale. Uno sbaglio che un napoletano non dovrebbe mai fare. Sono andato all’estero per tre giorni, e poi sono tornato.

L’errore, in realtà, è ancora più grave. Non sono andato ad “un estero qualunque”. Ho fatto tre ore di aereo e sono sbarcato a Stoccolma.

Ho visto una città civile e sono ancora sotto shock.

Lì non buttano i televisori guasti per strada. Non ci sono materassi dismessi sui marciapiedi. Non ho visto lavatrici arrugginite lungo gli assi stradali. Non c’erano cartacce, cicche, cartoni, supersantos negli alberi. Non c’erano banchetti di sigarette, dvd falsi, mercanzia varia. Non c’era merce esposta per strada che ti costringe a camminare tra le auto. Non c’erano auto parcheggiate sui marciapiedi.

Non ho visto un solo vigile urbano. Non ce n’era bisogno. Ho visto le piste ciclabili. Quelle vere, non quelle disegnate.

Ad un certo punto dovevo prendere un autobus. Sono…

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di Edoardo Federici Inviato su Varie

Orbetello: La lunga odissea della chiesa della Madonna delle Grazie

Ospedale_vecchioSanta Maria delle Grazie rappresenta  uno degli edifici, sacri, più antichi di Orbetello. La sua costruzione risale al secolo nono con il nome di “Santa Maria ad Portam” per la sua vicinanza alla porta d’ingresso alla città. Nel secolo diciottesimo fu ridotta, privata delle navate laterali, ed inglobata nel palazzo che ospitava l’ospedale “San Giovanni di Dio” attualmente ceduto a privati ed in via di ristrutturazione. Al suo interno vi sono degli affreschi quattrocenteschi, di origine Senese, che rappresentano, per Orbetello, l’unica testimonianza artistica di quel periodo. Il Circolo Culturale Orbetellano “Gastone Mariotti” preoccupato dell’integrità delle opere, già nell’ottobre 2008, ha segnalato il fatto con una lettera alle seguenti autorità, ecclesiastiche e laiche, senza ottenere nessuna risposta:

  • Diocesi di Pitigliano – Sovana – Orbetello;
  • Sovraintendenza per il patrimonio storico e artistico per le provincie di Siena e Grosseto;
  • Assessore alla Cultura del Comune di Orbetello.

Successivamente, nell’agosto 2011, in seguito all’articolo uscito sul Fatto Quotidiano che aveva letto della chiesa sul nostro blog, il circolo ha chiesto ed ottenuto la possibilità di promuovere una interpellanza parlamentare al ministro dei Beni Culturali del governo Berlusconi presentata dall’ Onorevole Manuela Ghizzoni e Luca Sani, per sapere:

  1. Se il Ministro fosse a conoscenza dei fatti narrati;
  2. Quali erano le motivazioni che avevano indotto la Soprintendenza a non intervenire per tutelare la chiesa della Madonna delle Grazie di Orbetello;
  3. Come intendesse provvedere a preservare il sacro edificio, espressione del patrimonio storico-artistico toscano e nazionale.
pagina del giornale "Il Fatto Quotidiano"

pagina del giornale “Il Fatto Quotidiano”

Dopo questa interpellanza che andò a buon fine, da fonti comunali vicine all’attuale giunta, ci fu detto che vi erano dei contatti tra la GLOBAL SERVICE S.R.L., proprietaria dell’immobile che comprende la chiesa, e l’attuale amministrazione, in cui veniva sancita da parte della Global Service la volontà di: 1. Restituire la chiesa alla Curia Vescovile e alla Sovrintendenza ai Beni Culturali. 2. Di procedere alla messa in sicurezza del tetto, la sistemazione dello scolo delle acque e il restauro degli affreschi a spese della proprietà. 3. Di definire il passaggio di proprietà della CHIESA alla Curia Vescovile per un restauro completo e per la sua definitiva apertura al culto.

A Giugno 2013, il comune con verbale di Deliberazione della Giunta Comunale n° 163 del 11-06-2013 con Oggetto: CESSIONE DELL’IMMOBILE SITO IN PIAZZA CORTESINI N. 7 DENOMINATO “CHIESA DI S. MARIA DELLE GRAZIE” IN LUOGO DEL VALORE DELLA MONETIZZAZIONE DEI PARCHEGGI PRIVATI PERTINENZIALI – PIANO DI RECUPERO DEL. C.C.N. 25/2007 – DETERMINAZIONE, accetta la proposta della Soc. GLOBAL SERVICE S.R.L che chiede la compensazione dei parcheggi pertinenziali, proposti nel progetto e non realizzati, con la cessione della Chiesa di S.Maria delle Grazie, per una superficie lorda di c.a 72,00 mq., mutilata della parte che era utilizzata come sacrestia.

Noi non sappiamo se questo sia il mezzo migliore e più economico per restituire alla comunità un patrimonio artistico di questa portata. Venduto dalla ASL in maniera arbitraria senza il consenso della Curia, e con la complicità della precedente amministrazione che ha cambiato la destinazione d’uso dell’immobile prima dell’atto di vendita, come risulta dai documenti allegati al contratto.

Madonna di Costantinopoli, raffigura la Madonna col bambino e San Biagio

Madonna di Costantinopoli, raffigura la Madonna col bambino e San Biagio

Per tutte queste cose lasciamo giudicare la magistratura, ma sappiamo che a norma di legge, alcuni nostri iscritti ci confortano tecnicamente nel rilevare le seguenti anomalie:

1) I parcheggi pertinenziali (privati) non sono monetizzabili la legge prevede che siano previsti in ogni progetto al momento della concessione della licenza, lo sono invece gli standards urbanistici;

2) Le delibere fatte in proposito sono poco convincenti perché in giurisprudenza si contemplano solo fatti sporadici che si riferiscono a leggi regionali diverse dalle nostre;

3) Gli oneri concessori si pagano prima dell’inizio dei lavori è giusto ma qui trattasi di parcheggi pertinenziali che vanno previsti per legge. Pensiamo a cosa succederebbe se ogni cittadino che si costruisce la casa chiedesse al comune di pagare invece di costruire il proprio parcheggio.

4) Non è vero che non si possono realizzare parcheggi privati nel contesto di cui si parla perché, il fabbricato adiacente al cantiere dell’ex ospedale, costruito negli anni 70 con tecniche meno moderne, ha parcheggi interrati perfettamente agibili. Si potrebbero fare parcheggi parzialmente interrati o addirittura al piano terra come dice la legge ricordata (l.122);

5) Il danno ai fabbricati lungo il confine del cantiere, che impedirebbe il completamento dei parcheggi non è dimostrato;

6) Il tutto, valutato politicamente, è un bel regalo alla Global Service che si ” leva di torno” un edificio (senza sacrestia ove è prevista un’attività diversa);

7) In delibera non si dice lo stato in cui viene conferita la chiesa (restaurata o no), viene data alla fine lavori quando la legge dice che gli oneri concessori si pagano all’inizio dei lavori;

8) L’acquiescenza ai voleri della proprietà è sospetta e poco concorde con il bene pubblico. Non viene spiegato ove verranno parcheggiate le auto del nuovo insediamento, nel centro storico? e in parcheggi riservati?

9) La chiesa è urbanizzazione secondaria e passerà al comune che non è un soggetto preposto al culto quindi la passerà alla curia? per assurdo se invece di una chiesa cattolica si fosse trattato di una moschea il comune avrebbe avuto lo stesso atteggiamento?.

Concludendo; a noi del Circolo Culturale Orbetellano Gastone Mariotti, a tutti i nostri soci e a buona parte della popolazione orbetellana a cui è stato sottratto, dalla passata amministrazione, un bene culturale patrimonio di tutta la collettività, preme conoscere quale siano le conclusioni di questa operazione visto che la chiesa, per la sua funzione ha perso l’uso della sacrestia.

DENUNCIAMO inoltre la scomparsa dell’antica campana, costruita nel 1488, che fino agli inizi del cantiere era situata, al suo posto, sulla cipolletta del tetto dell’ospedale.

Firmato  –  Il comitato direttivo del Circolo Culturale Orbetellano Gastone Mariotti.