FACEBOOK: IDEE, PROGETTI, PROPOSTE ED ALTRO ANCORA. QUANTO SONO UTILI?

La discussione sul futuro del territorio orbetellano è abbastanza intensa sulle pagine di facebook ma, purtroppo, assai meno fra i cittadini dove invece sarebbe interessante, e necessario, riuscire a sviluppare in modo concreto e costruttivo.
Così, assistiamo alla proposizione di una miriade di progetti, tutti interessanti, che potrebbero far parte, finalmente, di un piano organico di sviluppo del nostro territorio: il teatro, la cittadella della cultura, gli impianti sportivi e la piscina, piattaforme galleggianti sulla laguna per varie attività, porticcioli di vario genere, musei etnografici legati alla laguna e alla scomparsa attività industriale, musei dell’aeronautica e dello Stato dei Presidi, sistemazione della Rocca e delle mura, valorizzazione della Canottieri con lo sviluppo di attività sportive nella laguna, maggiore attenzione alle tante importanti emergenze archeologiche sparse sul territorio e ai beni culturali in generale, vari progetti per il recupero dell’ex aeroporto, raccolta differenziata della N. U., programmi tesi all’allungamento della stagione turistica, ecc. ecc.
Si può anche notare quanto sia stimolante per tanti di noi pensare e dire qualcosa sul futuro della nostra comunità, immaginando che ciò dovrebbe essere di grande interesse anche per i nostri concittadini e, soprattutto, per i nostri “politici e amministratori della cosa pubblica”, che dovrebbero accogliere con grande favore questi inviti alla collaborazione ed attivarsi perché finalmente qualcosa di nuovo avvenga.
Purtroppo, per i molteplici motivi che sono stati da tutti evidenziati in molte occasioni, ciò non è stato possibile in passato e continua a non essere possibile oggi.
Ci sarà un perché in tutto questo se pur essendo passati ormai 68 anni dalla fine della seconda guerra mondiale ci troviamo ancora qui a dibattere di questi temi, a criticare, polemizzare, indicare, chiedere, fare proposte che cadono nel più assordante silenzio, sollecitare collaborazioni che non vengono nemmeno prese in considerazione.
“Ma cosa vogliono costoro, vadano a disturbare da qualche altra parte.”cooperazione
Tuttavia, viene spontaneo chiedersi se è davvero tutta colpa di “politici e amministratori della cosa pubblica”, oppure, anche noi, la cosiddetta “società civile”, deve cominciare a riflettere sulle proprie responsabilità.
Certo, i “politici e gli amministratori della cosa pubblica”, sono i maggiori responsabili di quella che possiamo considerare una paradossale situazione in un territorio come il nostro, perché, salvo qualche limitato caso, non hanno mai avuto idee serie e precise, non sono mai stati in grado di predisporre progetti generali di sviluppo sociale, culturale ed economico.
E sappiamo bene, che lavorare improvvisando, con interventi (quando ci sono stati) improvvisati, dettati spesso da sollecitazioni politiche ed elettorali, senza una visione d’insieme di ciò che avrebbe dovuto diventare il territorio comunale, non si va da nessuna parte.
Ebbene, credo proprio che le cose continueranno a rimanere tali e quali perché, come nel passato, mancano le idee, manca questo progetto generale di sviluppo, questa visione d’insieme di ciò che desideriamo divenga il territorio della nostra comunità e, per questo, continueremo ad andare avanti a tentoni con qualche intervento, quando ci sarà, che forse porterà più danno che beneficio.
Certo, è difficile spiegare in una paginetta cose di così grande portata, ma se diventassero, finalmente, come dovrebbe essere, pane quotidiano di una comunità di “cittadini”, progredita e preparata, al momento della loro elezione, gli amministratori della cosa pubblica, memori di questi insegnamenti, non solo saprebbero sbrigare i compiti loro assegnati, ma sentirebbero forte il desiderio di lavorare coinvolgendo i cittadini e tutte le loro rappresentanze sociali
Ecco perché ritengo che le responsabilità debbano essere estese anche a quella che chiamiamo “società civile”. L’essersi dissociati perché le cose andavano e vanno male, lasciando campo libero di fare e disfare a persone, senza dubbio volenterose, ma non all’altezza del loro compito, è stato un grande errore. Così oggi, al di là della crisi generale nella quale siamo ormai immersi da tempo, potremo trovare qualche spiraglio utile ad attutirla, solo se sapremo diventare una comunità autosufficiente, solidale, collaborativa e tollerante.

UN MONDO MIGLIORE E’ POSSIBILE?

Marionetta -Ecco qui.
Non faccio altro che pensare alla mia terra, alla sua storia millenaria, alle sue tradizioni e alla sua cultura, a ciò che potrebbe essere nel contesto delle comunità nazionali, ma penso anche all’inutilità del lavoro volontario svolto in tutti questi anni, insieme ad un bel gruppo di amiche ed amici, per comprendere e far comprendere il singolare valore di queste peculiarità.
E allora, giocoforza, mi ritrovo a riflettere su una crisi che ci attanaglia, sul tristo sviluppo industriale che si porta appresso tante negative responsabilità, dal consumismo sfrenato con i danni, forse, irreversibili che ha prodotto nella coscienza dell’uomo, al sottosviluppo culturale mantenuto inalterato nel tempo per scopi ben definiti, ecc. ecc. Una situazione, senza precedenti riconoscibili, che crea perplessità sul da farsi, spingendoci in un vicolo cieco e sbarrando la strada a soluzioni creative nuove e audaci.
Questi pensieri inducono a meditare sulla nostra vita, lasciando spazio ad ulteriori riflessione che mi fanno volare alto. Penso così a come sarebbe oggi il mondo se fosse prevalso il pensiero dello “sviluppo su cala umana”.<a E penso a quanto sarebbe bello, interessante, se sulla base di ciò che sta succedendo, riuscissimo finalmente comprendere la potenza creatrice e rigeneratrice di questa breve e semplice frase per verificare i cambiamenti positivi che certamente si produrrebbero mettendola in atto.
Potremmo così assistere, finalmente, all’adozione dell’autosufficienza, intesa come processo in grado di promuovere la partecipazione nelle decisioni, la creatività sociale, l’autodeterminazione politica, l’equa distribuzione del benessere e la tolleranza per la diversità delle identità, che poi diventerebbe un punto di svolta dell’articolazione (rapporti – collaborazioni – connessioni) tra esseri umani, natura e tecnologia, tra personale e sociale, tra micro e macro, tra autonomia e pianificazione e, infine, tra società civile e stato e potremmo capire, finalmente, il vero significato dei bisogni umani, della qualità della vita, del benessere: ecco, questo è forse ciò che vorrebbero le persone, non le astrazioni degli indicatori macroeconomici che non hanno nulla a che fare con la vita reale della gente.
Compreso ciò, inevitabilmente nascerebbe l’esigenza di sviluppare un nuovo modo di pensare, un nuovo modello culturale, che ci permetterebbe di dar vita ad una società di uomini che metterebbe al primo posto le persone e non gli oggetti, permettendoci di superare quelle riflessioni e quelle analisi che suggeriscono, indipendentemente da chi le propone, le ricette tradizionali e convenzionali che ormai non funzioneranno più, e permettendoci di scrollare dalle nostre spalle una sorta di paura paralizzante che impedisce di ideare approcci radicalmente nuovi, potenzialmente in grado di liberarci dall’attuale confusione.

COSTRUIRE UN TEATRO A ORBETELLO?

1910 - Teatro dei Risoluti - Grande veglioneVenerdì sera mi sono ritrovato in una riunione dove, fra le altre cose, si è parlato della costruzione di un teatro in Orbetello e mentre i molti interventi che si sono susseguiti su questo tema mettevano a fuoco il problema con interessanti argomentazioni, non ho potuto fare a meno di pensare ai legami storici, sociali e culturali che la nostra città ha avuto con il teatro nel passato.
Così , ho riveduto il teatro dei “Risoluti”, costruito nel 1852 da una società di sedici cittadini che si chiamò dei “Concordi” poi, qualche anno dopo dei “Risoluti”, da cui il nome che ha portato fino alla sua fine. Un bel teatro, capace di ospitare 300 persone, che fu giudicato “di forma aggraziata … bene ordinato, da non difettare dei comodi necessari all’uopo”. Era composto da una platea e da 22 palchi disposti su due ordini; la facciata presentava 3 grandi portali sormontati da archi. Operò per quasi un secolo e fu inaugurato con le opere “Elisir d’amore” e “Barbiere di Siviglia”. Importanti attori ed artisti calcarono le sue scene, fra cui, il celebre baritono Mattia Battistini, il virtuoso suonatore di tromba Enea Brizzi di Isola del Giglio e molti altri.
Sono inoltre riandato con la memoria all’ultimo decennio del 1800, quando furono costruiti all’inizio della diga, due stabilimenti balneari in legno, su palafitte, uno nella laguna di levante e l’altro nella laguna di ponente. Ogni stabilimento aveva il proprio piccolo teatro: Politeama Garibaldi a levante, Politeama Iris a ponente. Nei periodi in cui non veniva svolta attività teatrale, si trasformavano in “Cafè Chantant”.
Inoltre, Orbetello, per decenni, fino alle fine degli anni ’30 del secolo scorso, fu una delle piazze favorite del Carro dei Tespi, una struttura che, sull’esempio leggendario della Compagnia Teatrale di Tespi del VI secolo a. C., si spostava di città in città per mettere in scena opere liriche e di altro genere.
Quindi, un retaggio storico e culturale importante del nostro passato, che riaffiora con tutta la sua forza suggestiva e che ci dice quanto sia opportuno lavorare per la realizzazione di un teatro, di un luogo adatto per lo sviluppo e la valorizzazione delle tante professionalità nel canto, nella musica, nell’attività teatrale, in altre attività artistiche presenti in Orbetello, che tuttavia vegetano neglette nell’indifferenza delle istituzioni e, purtroppo, anche di tanta parte della cittadinanza.
Potremmo sentirci rispondere: c’è la crisi, mancano i soldi, e voi andate a pensare alla costruzione di un teatro; ci sono cose più importanti da fare. No amici “carissimi”, purtroppo, lo sappiamo benissimo che c’è la crisi, che mancano i soldi e ciò è sempre presente in ogni nostra posizione o decisione. Temiamo invece che la crisi, la mancanza di soldi, siano diventati l’alibi per coprire la totale mancanza di idee e progetti di politici e amministratori in tutti i settori della vita della comunità.
Riteniamo perciò che la costruzione di un teatro possa essere uno dei tanti ingranaggi della sviluppo economico, sociale e culturale di cui la comunità ha bisogno, che, purtroppo, per mancanza di volontà politica e per ignoranza dei problemi che stanno alla base della vita di una comunità, non siamo in grado di affrontare.
Vogliamo discuterne seriamente?
Orbetello - Teatro dei Risoluti

LA FAUNA NEGLI STATUTI DI ORBETELLO DEL 1414

Circolo Culturale Orbetellano "G. Mariotti"

1928 - Alla Peschiera di NassaL’esame, anche incompleto e non approfondito, della storia della Laguna di Orbetello e della sua evoluzione, nonché del suo circondario, ci pone immediatamente di fronte a temi ambientali di eccezionale rilevanza, a momenti storici, umani e sociali di grande intensità e vitalità, che aprono scenari di particolare interesse per la storia di questo lembo di Maremma, scenari che, quasi sempre, travalicano l’ambito locale.
Appare subito evidente che ci troviamo di fronte ad un patrimonio ambientale di valore eccezionale, un territorio sul quale si è sviluppata e affermata una storia millenaria, una storia che nei secoli ha alternato, per i suoi abitanti, momenti di splendore, a momenti di desolazione, condizionando e regolando la vita delle comunità che la circondano.
Si rileva, quindi, immediatamente l’importanza che la Laguna ha sempre avuto, in particolare, per la comunità orbetellana, continuamente al centro dell’attenzione, del dibattito e delle polemiche, dei conflitti per il suo possesso…

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di Edoardo Federici Inviato su Varie
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Orbetello: Rossella Rispoli espone le sue opere nel ristorante ” I Pescatori”

Adolescenza

Adolescenza

La nostra amica e socia del Circolo Culturale Rossella Rispoli, anche questa estate esporrà le sue opere inedite e non, in una sede diversa dalle precedenti, nell’incantevole cornice del ristorante “I Pescatori” di Orbetello.

La mostra, dal titolo “SACRUM”, tratta un argomento caro all’artista orbetellana, “la sacralità del Femminile”, di tutto quello che nel percorso della vita di una donna rende unico e irripetibile il viaggio terreno; l’adolescenza, l’amore, la gravidanza, il parto e il legame della donna con i ritmi della Natura.
Le opere esposte sono tutto olio su tela o su legno. La poetica di queste opere è ben sintetizzata nella pubblicazione uscita nel 2012 dal titolo “Ubi Sacrum Est?” (edizioni Effigi in vendita alla libreria Bastogi).

Rossella Rispoli, già nell’agosto del 2011, espose una mostra personale al palazzo del frontone, che aveva come tema il sito di archeologia industriale della ex “SI.TO.CO.”, ad Orbetello Scalo. Una vecchia industria che operava nel settore delle colle e dei concimi che ebbe il suo massimo splendore nella prima metà del secolo scorso.
La mostra non rappresentò solo un’esposizione artistica ma soprattutto un evento culturale e storico, un percorso attraverso il novecento di quello che era l’ambiente della fabbrica e l’orgoglio operaio.

Vi diamo quindi un appuntamento, per questo nuovo impegno di Rossella, al Ristorante I Pescatori di Orbetello dal 21 giugno al 5 luglio 2013 dalle ore 19,30 sino a chiusura.

Orbetello: “DONNA LIBERA” incontro sulla violenza famigliare

Il giorno  Venerdì 28 Giugno alle ore 17.00 presso L’Auditorium Comunale di Orbetello
si terrà il convegno “DONNA LIBERA” un  Progetto, finanziato dal Ministero, nell’ambito di interventi fi nalizzati a rafforzare le azioni di prevenzione e contrasto al fenomeno della violenza famigliare.

locandina 28 giugno

INTERVERRANNO:
Il Sindaco di Orbetello – Il Presidente della Provincia di Grosseto – Il Direttore Generale ASL9
La Task Force Antiviolenza – L’Associazione Olympia de Gouges

Data l’importanza del progetto invito tutti a partecipare e a diffondere fra i vostri contatti. Si tratta di un progetto nazionale, di cui il Comune di Orbetello è capofila ma che interessa tutto il territorio della nostra zona, che prevede, fra le altre iniziative, l’apertura di un nuovo centro di ascolto per donne vittime di violenza domestica.

di Edoardo Federici Inviato su Varie

Orbetello: La pesca e la partita del cuore

E’ INIZIATA LA PREVENDITA DEI BIGLIETTI DELLA PARTITA DEL CUORE CHE SI SVOLGERA’ AD ORBETELLO COME BEN SAPETE SABATO PROSSSIMO ALLE ORE 18 :
I BIGLIETTI DA € 10 SONO PER ACCESSO (CAMPO E BASTIONI),
QUELLI DA € 15 SONO PER TRIBUNA E SI ACQUISTANO PRESSO LE FILIALI DI TUTTE LE BANCHE DI CREDITO COOPERATIVO DELLA PROVINCIA.
NON VERRANNO VENDUTI PIU’ DI 3,000 BIGLIETTI .
A VOSTRA DISPOSIZIONE PER QUALSIASI CHIARIMENTO

Sono a disposizione manifesti della partita del cuore negli uffici di via farini (Pescatori) aperti la mattina dalle 8 alle 12,30. chiedere di chiara
info@ristoranteipescatori.it

IN RICORDO DI ENNIO GRAZIANI E DON PIETRO FANCIULLI.

Ricevo da Emidio Cagnoli, Vice Presidente del Circolo Culturale Orbetellano “Gastone Mariotti”, il seguente articolo a ricordo di due grandi amici del nostro sodalizio, venuti a mancare negli ultimi mesi.

Ennio GrazianiColoro che hanno il privilegio del sapere devono avere anche l’obbligo di saperlo trasmettere.
Ebbene, Ennio Graziani e Don Pietro Fanciulli avevano queste doti: poeti, artisti e cantori della meravigliosa storia della Maremma, della Costa d’Argento.
Tutti e due ci sono venuti a mancare in questi ultimi tempi: Ennio a 94 e Pietro a 92 anni. Nato ad Orbetello il primo nel 1919, il secondo a Porto S. Stefano nel 1920.
Con loro è scomparsa anche una generazione ricca di passione, di uomini, che prima con il cuore, poi con la loro sapienza, sono stati un punto di riferimento per tutti noi e per tutti coloro che hanno amato e amano ancora questa incantevole terra con la sua grande storia e le sue importanti tradizioni.
Don Pietro Fanciulli 1Erano due grandi personaggi generati dalla loro epoca, immersi con tutto il loro sentire nelle varie vicissitudini che la nostra zona, la Maremma, ha attraversato nei secoli XX° e XXI°, sempre pronti a recepire e divulgare ogni nuova notizia reperita nelle loro certosine ricerche storiche negli Archivi locali e di altre zone.
Con il loro indefesso lavoro, ci hanno lasciato numerose testimonianze, attraverso libri, altri documenti, conferenze di grande valore, riportando alla luce e trasmettendoci l’importante storia del nostro territorio.
Credo che Ennio Graziani e Don Pietro Fanciulli meritano un alto e vasto riconoscimento da parte di tutti i cittadini della Costa d’Argento.
Per questi motivi vorrei nuovamente ringraziarli per averli incontrati, per ciò che mi hanno dato passando con loro molto tempo della mia vita.

1646. L’ASSEDIO MEMORABILE. Storia, cartografia, personaggi, letteratura.

Orbetello 1646È già reperibile in libreria, pubblicata a cura della casa editrice Effigi di Arcidosso, la nuova opera di Gualtiero Della Monaca sulla storia di Orbetello e Monte Argentario che ha come tema principale il famoso assedio di Orbetello del 1646.
Nelle oltre 500 pagine che formano il volume, vengono messi a fuoco i risvolti politici e gli aspetti militari in cui si trovarono coinvolti i Reali Presidi di Toscana. L’autore, con una approfondita indagine storica ricca di documenti, carte e testimonianze letterarie, ci trasmette un rilevante e originale contributo che riesce a valorizzare ulteriormente l’humus storico-culturale della bassa Maremma costiera, oggi conosciuta in tutto il mondo col nome di Costa d’Argento. L’opera, che è introdotta da una dedica in memoria di mons. Pietro Fanciulli, si divide in cinque parti.

PARTE I: I Reali Presidi di Toscana nelle relazioni di architetti militari e viaggiatori della prima metà del ‘600. Viene descritto il territorio di Orbetello e Monte Argentario con Talamone, Porto Ercole e il porto di S. Stefano sulla base di fonti coeve.

PARTE II: Istoria dell’assedio posto ad Orbitello dal Principe Tommaso di Savoja di Francesco Capecelatro. Diario seicentesco nel quale si narrano le vicende dell’attacco francese contro i Reali Presidi di Toscana del 1646. Oltre a commentare il testo originale con approfondimenti e note esplicative, l’autore fornisce una ricca nota bibliografica sull’episodio e i suoi protagonisti.

PARTE III: Iconografia storica dei Reali Presidi di Toscana al tempo dell’assedio di Orbetello del 1646. Esauriente documentazione iconografica a colori con molte rappresentazioni cartografiche ancora inedite.

PARTE IV: I commenti delle “Statue parlanti” di Roma sull’assedio di Orbetello del 1646. Ideali d’indipendenza e aspirazioni di unità nazionale nell’Italia del Cinque-Seicento. Pasquino, Marforio, Babuino e Facchino sono i protagonisti di due “commedie” inedite del Seicento nelle quali viene commentata la difficile situazione politica in cui versavano gli Stati italiani dell’epoca, sempre più divisi e in balia delle potenze straniere.

PARTE V: Canzoni, rime, versi e versacci sui protagonisti dell’assedio di Orbetello del 1646. Una raccolta di oltre 40 componimenti poetici scritti in lingua italiana, latina e in dialetto napoletano e milanese, che hanno come protagonisti i personaggi principali dell’assedio. Alcuni sono manoscritti anonimi di chiara derivazione popolare, altri sono di noti poeti napoletani, romani e fiorentini del Seicento.
Il volume sarà presentato il 13 giugno 2013 alle ore 21.30 in Orbetello, presso il Ristorante dei Pescatori. Nel corso della presentazione, che fa parte dell’iniziativa “Giovedì culturale” organizzata dal Circolo Culturale Orbetellano “Gastone Mariotti”, il gruppo storico “Reali Presidi di Orbetello” parteciperà con un intervento rivocativo in costumi d’epoca.

LA ROCCA SPAGNOLA ORBETELLANA. UNA VERGOGNA CITTADINA.

Plan d'OrbetelloDopo un paio di settimane di lavoro per l’organizzazione della pulizia della Rocca spagnola orbetellana, una serie di organizzazioni culturali e sociale di Orbetello, ieri mattina, nove giugno duemilatredici, un bel gruppo di cittadini armati di guanti, motoseghe, decespugliatori, pale, seghe, pennati ed altri arnesi si è presentato all’appuntamento ed ha proceduto ad un primo intervento di pulizia dell’importante bene culturale.
Alcuni ristoratori hanno messo a disposizione dei volontari il pranzo e altre aziende attrezzature necessarie per la pulizia.
Un folto gruppo di giovani e tutti i presenti, uomini e donne, lavorando con determinazione, hanno portato a termine un immane compito, riuscendo a far riemergere la bellezza, l’importanza e la vastità di un monumento, che da circa cinquant’anni e stato lasciato, vergognosamente, nell’abbandono più totale.
Erano presenti e si son dati da fare anche loro con volontà, il Sindaco Monica Paffetti, il Vice Sindaco Marcello Stoppa e l’Assessore Walter Martellini.
Spero che questo faro acceso dalla sensibilità e dall’attaccamento alla propria terra di una parte dei cittadini per far comprendere quanto sia importante la tutela e la valorizzazione dei monumenti e dei beni culturali in generale, anche ai fini dello sviluppo economico in una comunità a vocazione turistica, non si spenga più e chi di dovere, Comune, Provincia, Regione, tutta la cittadinanza, si sveglino da un letargo cinquantennale su questi temi, non si trastullino più nell’immobilismo, nell’insensibilità, nell’ignoranza dei problemi di interesse collettivo, e acquisiscano finalmente professionalità per la predisposizione di programmi e progetti seri e responsabili, attraverso i quali si può anche trovare i finanziamenti necessari.

LE LINEE DI UN POTENZIALE PROGETTO.
La grande Rocca senese/spagnola di Orbetello, con le imponenti mura, bastioni, ridotte e polveriere (1400-1600), complesso maestoso di fortificazioni, il cui livello rivela la mano di architetti militari di grande valore, quasi unico nel suo genere, di proprietà pubblica, potrebbe divenire il polo culturale della Costa d’Argento, ritrovando tutti i percorsi che collegavano le strutture per scopi di difesa, che oggi possono essere riutilizzati per avere collegamenti fra i vari edifici e i tanti locali, fuori e nel corpo delle fortificazioni, che verranno destinati ai molti interessi culturali che gravano sulla zona.
Contemporaneamente si potrà avere un percorso ininterrotto dalla Polveriera Guzman, che si affaccia sulla Laguna di levante, e dal Bastione Guzman si proseguirà poi sui terrapieni della cortina, quindi si attraverserà il Bastione S. Maria, dove si trovano tre ampi locali, e si entrerà nella Rocca, fulcro di tutto il complesso. Da qui, oltrepassata la Porta Nuova, si accederà alla cortina del Bastione Burgos e alla bassa Batteria d’Arcos.

Con evidenti riflessi non solo culturali, ma anche legati a visite guidate a scopo di studio e turistiche.

Orbetello: Un grazie sincero a Monsignor Pietro Fanciulli

Il Circolo Culturale Orbetellano “Gastone Mariotti”, a nome di tutti i suoi iscritti, vuole ricordare Monsignor Pietro Fanciulli di Porto Santo Stefano.
Al caro amico Don Pietro, che con il suo impegno di studioso e di sacerdote ha contribuito a valorizzare la terra di Maremma, va un sentito ringraziamento e un ricordo sincero alla sua memoria e alla sua opera di ricerca che ha contribuito, in maniera decisiva, a far conoscere la storia e le tradizioni della comunità Orbetellana tanto che, negli anni 70, il comune di Orbetello gli diede la cittadinanza onoraria.
Tra le ultime pubblicazioni voglio ricordare “San Biagio nella storia e nelle tradizioni di Orbetello”, scritto in collaborazione con Luciano Cerulli, e l’ultimo suo lavoro “L’Archivio Abbaziale di Orbetello” che descrive il recupero e l’ordinamento di tutti i documenti dell’Abbazia Nullius di Orbetello (il Duomo), una delle più antiche e importanti d’Italia la cui origine risale all’anno 805 per opera di Leone III e Carlo Magno, con il famoso Privilegium Donationis.

Copertina del libro San Biagio nella storia e nella tradizione di Orbetello

Copertina del libro San Biagio nella storia e nella tradizione di Orbetello

La comunità culturale orbetellana si augura che quest’archivio, curato e catalogato da Don Pietro, rimanga in Orbetello e sia consultabile da tutti i ricercatori che vogliono approfondire e studiare il contenuto dei documenti conservati.
A questo proposito la comunità culturale orbetellana si chiede quando, un altro pezzo importante della storia della città, l’Archivio Storico del Comune, sarà riportato da Prato a Orbetello. In esso sono contenuti documenti che risalgono alla prima metà del 1400. Purtroppo mancano quelli precedenti che furono distrutti da un incendio causato nel 1455 quando Jacopo Piccinino, capitano di ventura al soldo del re di Napoli, occupò Orbetello distruggendo e incendiando numerosi edifici.

Don Pietro ha scritto decine di opere che trattano la storia, le tradizioni della vita di Orbetello, Porto S. Stefano e più in generale della Maremma grossetana. In quest’occasione, vogliamo citare i libri più importanti che egli ha voluto dedicare ad Orbetello, che amava profondamente:
L’insediamento umano in Orbetello dall’antichità al secolo XIX, Atla, Pitigliano, 1974.
Epigrafia spagnola nelle chiese dell’antico Stato dei Presidi, Age, Pitigliano, 1969 (estratto da “Toscana Sud” nn. 1, 2 e 3 del 1969).
Documenti senesi e orbetellani dei secoli XIV-XVIII, in “Italia dialettale”, Rivista di dialettologia italiana, Anno XLIII, Vol. XLIII (Nuova serie, XXX), 1980, Giardini, Pisa.
Storia documentaria dei Reali presidi di Toscana. Laurum Editrice – ATLA, Pitigliano 1999 (grande opera comporta di tre volumi, di grande utilità per studenti e studiosi)
Bibliografia ragionata della laguna di Orbetello. A.T.L.A., Pitigliano, 1991.