LA MIETITURA DEL GRANO

Maremma -  i mietitoriIn questi giorni, per approfondimenti circa la cultura contadini in Toscana, con particolare riferimento alla Maremma, fra i tanti documenti e notizie relativi alla vita di quel vasto mondo, mi sono imbattuto in un cronaca di un anonimo funzionario del XVIII secolo, curiosa, ma assai interessante, che sono convinto vi farà piacere conoscere:
“CONSUETUDINE CHE SI TIENE NELLE MAREMME IN MIETERE LI GRANI NEL XVIII SECOLO”
Per far stare a dovere li mietitori si destina 8 o 9 Fattoretti per ogni cento omini, e questi stanno tutti a cavallo, ben armati, dovendo in vigilare li retroscritti che il lavoro sia fatto con attenzione e carità … La mattina al primo albore, al canto che fa la calandra, devono andare tutti al lavoro … Gli si permettono quattro mangiate al giorno e cioè colazione, pranzo, merenda e cena.
Ogni mangiata gli si fa fare dove giace la loro robba, eccettuatane la merenda la quale si fa fare al taglio. La giornata è di paoli 3 ciascheduno, 7 pagnotti di unce 56 in tutto, tre unce di companatico (un oncia equivaleva a circa 30 grammi); agli, cipolle e aceto a discrezione del Principale e un boccale di vino al giorno (1 litro e 1 quarto) composto di due parti di vino e una d’acqua. L’acqua che gli si da deve essere buona, altrimenti sarebbe una ribellione: anzi l’acquaroli, quando vedeno che si è riscaldata l’acqua nelle cupelle, la devono buttare e devono andare a prenderla fresca …
I Fattoretti fanno il possibile di non strapazzare li mietitori perché con le buone si fa più che con le cattive, ma quando poi si vede che alcun mietitore disprezzi il lavoro e non stima gli avvertimenti che gli deve dare chi soprintende, allora si corregga con il bastone …
Sonata l’Ave Maria si dimette il taglio et, intonando le Litanie della SS. Vergine, si va dove sono le robbe e colà si dorme.

LA FOTOGRAFIA POTREBBE ESSERE STATA SCATTATA NEL CAPALBIESE?

DIVENTARE CITTADINI, PER DIVENTARE ITALIANI.

Z - Forza amici, ce la faremo. copiaMi sembra una cosa sensata pensare che prima di vivere il senso di appartenenza ad un partito, ad un movimento, ad un gruppo bisogna saper vivere il senso di appartenenza alla comunità e alle istituzioni.
Purtroppo, sono ancora troppi coloro che prima di vivere questo senso di appartenenza, continuano a sentirsi democristiani, comunisti, settentrionali, meridionali, ecc. ecc. L’identità, i riti, i comportamenti della propria fazione di appartenenza oscurano spesso, troppo spesso, l’unica vera identità di ogni possibile convivenza: essere protagonisti, tutti insieme, e ognuno nel proprio ruolo, in una medesima comunità.
C’è pure chi oggi mette in discussione l’unità d’Italia; ma, a ben vedere, forse, ciò avviene perché non siamo stati capaci di costruirla fino in fondo questa Italia. Infatti, c’è l’Italia dei ricchi, c’è l’Italia dei poveri, dei disoccupati e dei mendicanti, c‘è l’Italia di chi non ha una casa e addirittura dei senza tetto, c’è l’Italia dei politici e dei portaborse, c’è l’Italia della mafia, c’è l’Italia degli opportunisti e dei ruffiani, ecc., ecc., ecc.
Mi sembra di capire che ciò ha finito per determinare brutti fenomeni di convergenza, nella società civile e nel potere, per cui, abbiamo finito per trattare le strade, il verde, i servizi, per fare qualche esempio, tutto ciò, insomma, che dovrebbe essere pubblico, generale, sociale, come se non fosse “roba nostra”, e l’abbiamo assegnata in comodato gratuito ad una congrega di personaggi che ne hanno fatto lo strumento del loro potere.
Con questa visione degenerata, le nostre cose private si sono impreziosite anno dopo anno, mentre quelle pubbliche, invece, si sono incanaglite e degradate, senza più quei valori a cui i nostri antenati tenevano tanto. Una situazione nella quale, la maggior parte degli uomini che detengono il potere, centrale, intermedio, locale, considerano lo Stato e tutte le sue appendici come territorio di scorrerie e depredazioni selvagge, tramutando il diritto in favore, il dovere in attività facoltativa, il senso di responsabilità in omertà.
Non è mancato, nello Stato, nelle sue appendici, e nella società civile, chi ha fatto, nonostante tutto, il proprio dovere. Così come non sono mancate aperte ribellioni. E oggi, basandoci su quanto di buono è arrivato vivo fino a noi, abbiamo l’obbligo, finalmente, di provare a distruggere, tutti insieme se possibile, questo cancro ormai diffuso della nostra riprovevole etica pubblica, riformando questa nostra “bella” Repubblica apparentemente senza Stato.
Tuttavia, la sostanza prima di ogni cambiamento non può consistere solo in questa rivoluzione etica, fatta di nuovi valori e nuove regole, c’è bisogno di riscoprire qualcosa che abbiamo perduto per strada: la religiosità civile. Quella storia d’amore per la propria terra e per le comuni istituzioni, quel patriottismo del proprio ruolo, quel senso di servizio e di appartenenza primaria alla comunità che sola può davvero farci rivivere in una nuova e solidale comunità nazionale..
Senza questa rivoluzione culturale nessun programma e nessuna politica saranno mai all’altezza dei bisogni dei nuovi cittadini. Se mai ci saranno!

ATTIVITA’ DEL CIRCOLO CULTURALE ORBETELLANO “GASTONE MARIOTTI”

Laqguna di Orbetello e vecchio mulinoNel 1993 un gruppo di una cinquantina di cittadini decise di costituire il Circolo Culturale Orbetellano, per lo studio e la divulgazione della storia e delle tradizioni orbetellane e più in generale della Maremma. Il Circolo, veniva registrato con atto ufficiale a rogito del Notaio Bernardini il 10 febbraio 1993. Di seguito l’attività svolta da allora fino ai giorni nostri. E’ un elenco molto lungo, necessario per comprendere quanto questo sodalizio ha lavorato per riportare alla luce del sole una grande storia e delle grandi tradizioni che erano cadute nell’oblio completo, che dimostra, inoltre, quanto ancora ci sia da fare per ritenerci una comunità progredita e all’altezza dei propri compiti.
1 – 10 GIUGNO 1994 – Prendendo spunto dai trascorsi spagnoli, si scelse, per avviare il lavoro del Circolo, l’organizzazione di una due giorni intitolata “Don Chisciotte, un contemporaneo”, con la proiezione di un film sul Cavaliere della Mancha, una conferenza del giornalista madrileno Miguel Castelvì, completata dalla pubblicazione di un bel quaderno a ricordo della manistazione.
2 – 30 GIUGNO 1994 – Presentazione del libro: “San Biagio nella storia e nella tradizione di Orbetello” di Mons. Pietro Fanciulli e Luciano Cerulli
3 – 8 OTTOBRE 1994 – 1° Convegno “Maremmani da ricordare”: Pietro Raveggi (Orbetello 1872 – 1951), fondatore della Biblioteca Comunale e del Civico Antiquarium Etrusco Romano. Archeologo, giornalista e scrittore. La commemorazione comprendeva: il Convegno, una Mostra antologica dei suoi scritti e della sua attività durata 10 giorni, la ristampa anastatica del suo libro “Orbetello Antica e Moderna”, e la pubblicazione della sua biografia, con l’elenco di tutti i suoi scritti.
4 – GIUGNO 1996 – Insieme ad altre Associazioni cittadine fu organizzato l’allestimento teatrale della fiaba musicale in tre atti “L’eroica storia di Chicchirillò”, su libretto di Laura Okely Romiti e musica del nostro concittadino Maestro Anteo Ercole, che coinvolse un folto gruppo di concittadini (attori dilettanti) e musicisti. L’operetta, scritta e musicata in Orbetello, era stata allestita nella nostra città, la prima volta nel 1949, sempre con attori dilettanti e successivamente rappresentata in molte parti d’Italia e all’estero.
5 – 14 DICEMBRE 1996 – 2° Convegno “Maremmani da ricordare”: Raffaele Del Rosso, (Orbetello 1859 – 1928). Cittadino integerrimo, altruista, dalla mirabile e multiforme attività, iniziatore d’imprese concepite con genialità, indagatore infaticabile delle antichità maremmane, uomo d’azione nel più vivo e irrequieto senso della parola. La commemorazione comprendeva: il Convegno, una Mostra antologica delle sue opere, durata 10 giorni, la pubblicazione del libro “Il Dottor Ambrogio. Storia anedottica di un piccolo Stato distrutto dal 1799 (questo libro era stato pubblicato solo in appendice dal giornale repubblicano di Roma “La Ragione”, nel 1909, in 140 puntate), e la sua biografia contenente l’elenco dei suoi scritti.
6 – SETTEMBRE 1997 – 3° Convegno “Maremmani da ricordare”: Furio Lenzi, storico e cultore di numismatica e studioso di storia locale. Fondava nel 1904 a Orbetello la rivista “Rassegna Numismatica”, che dirigeva con grande competenza e con importanti collaboratori italiani e stranieri fino al 1937. La commemorazione comprendeva: il Convegno, una Mostra antologica delle sue opere, la ristampa anastatica di quattro suoi lavori dei primi anni del 1900 e la pubblicazione della sua biografia contenente l’elenco di tutte le sue opere.
7 – SETTEMBRE 1998 – Con occhio al passato prossimo il Circolo organizzò una Mostra antologica dei Manifesti di Gabriello Marini, che per venti anni hanno scandito, con arguzia ed eleganza, le principali manifestazioni sportive e non, della nostra zona. Alla Mostra veniva abbinata una conferenza sulla storia del manifesto pubblicitario.
8 – 25 MAGGIO 2003 – 4° Convegno “Maremmani da ricordare”: Angelo Banti (Orbetello 1859 – Firenze 1939), scienziato, scrittore, insegnante. Fu un grande pioniere dell’elettricità alla cui conoscenza si dedicò fin da giovane e intuì immediatamente la grande portata rinnovatrice di questo importante elemento della natura. Le sue scoperte e i lavori effettuati, davano l’avvio ad uno sviluppo imponente dell’industria elettrica nazionale e mondiale. La commemorazione comprendeva: il Convegno, un annullo filatelico su cartolina ufficiale a ricordo dell’evento, una Mostra antologica delle sue opere, e la pubblicazione della sua biografia contenente l’elenco di tutti i suoi scritti. La manifestazione fu organizzata con la collaborazione della Biblioteca Comunale di Orbetello e del Circolo Filatelico B. Andreuccetti di Orbetello,
9 – 15 MAGGIO 2004 – Pubblicazione di un bel volumetto per ricordare il sacrificio di MICHELE BOLGIA, cittadino romano di origini orbetellane, ferroviere. Nei turni di notte, alla stazione ferroviaria Tiburtina, spiombava i vagoni pieni di ebrei ed altri deportati avviati ai campi di sterminio nazisti. Nel 1944, trovandosi recluso nel famigerato terzo braccio del Carcere di Regina Coeli, veniva prelevato e ucciso dai tedeschi alle Fosse Ardeatine.
10 – 5 NOVEMBRE 2005 – 5° Convegno “Maremmani da ricordare”: Jacopo Gelli (Orbetello 1857 – Livorno 1935), Laureato in Lettere, fornito di vasta cultura, spazia nei più svariati campi, ma, in modo particolare, scrive diversi trattati sulla scherma. E’ anche autore del celebre “Codice Cavalleresco”, che contempla come soluzioni ugualmente onorevoli, sia il duello, che il giudizio di un Tribunale d’Onore. Usciva dall’Accademia Militare di Modena col grado di Sottotenente, raggiungendo il grado di Colonnello nel corso della sua carriera. Ha al suo attivo oltre cento pubblicazioni. La commemorazione comprendeva: il Convegno, una Mostra antologica delle sue opere, la ristampa anastatica della quinta edizione del Codice Cavalleresco e la pubblicazione della sua biografia contenente l’elenco dei suoi scritti. La manifestazione fu organizzata con la collaborazione dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Orbetello e della Biblioteca Comunale di Orbetello.
11- PRIMAVERA 2006 – Produzione di un CD-ROM intitolato “Passeggiata lungo le Mura poligonali di Orbetello”, per denunciare la poca attenzione che si pone ad un monumento storico di grande interesse archeologico e storico
Infatti le mura etrusche di Orbetello, sono le uniche al mondo costruite sull’acqua.
12 – 22 – 23 APRILE 2006 – 6° Convegno “Maremmani da ricordare”: nel corso della manifestazione per il 150° anniversario della costituzione della Banda cittadina, organizzata insieme al Corpo Bandistico Città di Orbetello “Maestro Anteo Ercole”, all’Assessorato alla Cultura del Comune di Orbetello, al Circolo Filatelico “B. Andreuccetti” di Orbetello, organizzammo la Mostra fotografica-documentaria, riguardante l’attività musicale e teatrale orbetellana e il Convegno per ricordare la vita e l’opera di quattro concittadini del passato, illustri maestri di Musica e direttori di Bande importanti (Michelangelo Ulivi, Orbetello 1838 – 1915), Antonio Mussi, Orbetello 1840 – Rapallo 1918), Alfredo Ceccherini, Orbetello 1887 – Venezia 1966, Anteo Ercole, Orbetello 1911 – Cosenza 1977). Il Circolo Filatelico organizzò l’annullo filatelico a ricordo della manifestazione. Nell’occasione fu pubblicato il libro “Orbetello. Musica Teatro e Storia”, di cui il Circolo Culturale Orbetellano fu l’autore delle ricerche storico-sociali e bibliografiche.
13 – 5 MAGGIO 2007 – 7° Convegno “Maremmani da ricordare”, organizzato in collaborazione con il Centro Culturale Sant’Antonio e la classe Terza D dell’Istituto Comprensivo Don Dilani di Orbetello – Scuola Media Statale di Neghelli.
Il personaggio ricordato in questa occasione fu Michele Bolgia, un cittadino romano, discendente di una famiglia orbetellana, trucidato dai nazisti il 24 marzo 1944, alle Fosse Ardeatine, insieme ad altri 334 martiri. Oltre a numerosi concittadini erano presenti al Convegno, il figlio del martire, Giuseppe Bolgia e il Presidente Nazionale dell’A.N.P.I. Prof. Massimo Rendina. L’avv. Francesco Spano coordinò i lavori del Convegno, che registrò gli interventi di: Prof. Doriana Rispoli, Prof. Elsa Lisci Falaschi, Prof. Anna Genovesi, Prof. Massimo Rendina e Giuseppe Bolgia, figlio di Michele. Gli studenti della Terza D, coadiuvati dalle insegnanti Chiara Romagnoli e Anna Genovesi, durante il Convegno e successivamente presso la Scuola Media Statale di Neghelli, un loro originale lavoro su Michele Bolgia, che ha riscosso, per il valore storico e didattico, il plauso e il compiacimento dei presenti. Per l’occasione, tutti i presenti al Convegno hanno avuto in omaggio l’opuscolo a ricordo di Michele Bolgia, realizzato dal Circolo Culturale Orbetellano nel 2004.
14 – 31 AGOSTO 2007 – In collaborazione con il Centro Culturale Sant’Antonio, organizzazione della Conferenza in cui l’Università degli Studi di Milano – Centro Studi di Preistoria e Archeologia, con i suoi archeologi, fra cui il Prof. Massimo Cardosa, orbetellano, hanno portato a conoscenza dei presenti, gli importanti risultati degli scavi archeologici in Feniglia e dell’indagine sul nostro territorio, riguardanti il periodo preistorico.
==============
Inoltre, nel 2007, abbiamo dato vita alla pubblicazione di un giornale, che abbiamo chiamato “LA GOTTATOIA” (300 copie mensili) a distribuzione gratuita, che nell’ottobre 2009, per motivi economici siamo stati costretti a sospenderene la pubblicazione. La pubblicazione de “LA GOTTATOIA”, oltre ad allargare il dialogo con i cittadini, intendeva essere uno strumento propositivo e di pungolo verso i cittadini stessi e gli enti pubblici e privati, per un maggiore, e migliore, sviluppo della vita culturale della comunità.
15 – 29 GIUGNO – 13 LUGLIO 2008 – Quali promotori e redattori del progetto, coinvolgendo i Comuni di Capalbio e Orbetello, la Tenenza della Guardia di Finanza di Orbetello e altre dieci associazioni culturali che operano sul territorio dei due Comuni (Associazione Filatelica Crociere Atlantiche “B. Andreuccetti” – Corpo Bandistico Città di Orbetello “M° Anteo Ercole” – Associazione Naz. Finanzieri in Congedo Sez. Orbetello M. Argentario – Associazione Culturale Musicale “A. Ceccherini” – Filarmonica “U Chionsini Capalbio – Compagnia Teatrale “Oratorà” Orbetello – Gruppo Folcloristico di Albinia – Gruppo Sbandieratori di Capalbio – Gruppo Corteo Storico Orbetello – Associazione Amici di Orbetello), abbiamo organizzato una grande manifestazione per i festeggiamenti del 150° anniversario della nascita di Giacomo Puccini con il seguente programma:

1) 8° Convegno Maremmani da ricordare dove, insieme ad un numeroso pubblico, abbiamo ripercorso la vita maremmana del grande Maestro;
2) Mostra fotografica-bibliografica-documentaria (6 giorni ad Orbetello e 6 giorni a Capalbio), che ha ottenuto un grande successo di pubblico e di critica;
3) Ristampa anastatica della monografia sulla vita di Puccini in Maremma “GIACOMO PUCCINI E LE GUARDIE DI FINANZA” , pubblicata nel 1925 dalla Guardia di Finanza;
4) Concerti bandistici e musical;i
5) esibizioni del Corteo Storico e degli sbandieratori;
6) Spettacolo teatrale sulla vita di Puccini in Maremma a Orbetello e a Capalbio;
7) Annullo filatelico su apposita cartolina a ricordo dell’evento.

Nel 2009, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Orbetello e la Biblioteca Comunale, organizzazione di un ciclo di incontri storico-letterari, che si sono svolti in una sala della stessa Biblioteca (dal N. 16 al N. 20):
16 – 28 FEBBRAIO 2009 – “Sebastiano Lambardi. Il primo Gonfaloniere di Monte Argentario e i suoi tempi”, di Gualtiero della Monaca. Con l’autore abbiamo esaminato il 1800 dal punto di vista storico e letterario. Oggetto dell’opera è la storia di Orbetello e Monte Argentario in questo periodo storico. A conclusione della relazione: dibattito.
17 – 28 MARZO 2009 – “La Casa sul porto” di Brunelda Danesi Bischi. L’autrice ha messo in evidenza la vita sociale e letteraria di fine 1800/prima metà 1900 nel nostro territorio. A conclusione della relazione: dibattito.
18 – 25 APRILE 2009 – “Orbetello. Tra storia e recupero urbano” di Michele Addonisio. L’autore ha approfondito i mutamenti urbanistici avvenuti attraverso i cambiamenti politici dal Medioevo all’Unità d’Italia. A conclusione della relazione: dibattito.
19 – 30 MAGGIO 2009 – “Aspetti inediti o poco conosciuti della vita e dell’opera di Raffaele Del Rosso” a cura del Circolo Culturale Orbetellano “G. Mariotti”. Giovanni Damiani ha illustrato l’importanza dell’opera di Del Rosso per lo sviluppo economico, storico e letterario della comunità orbetellana e più in generale della Maremma Toscana. A conclusione della relazione: dibattito.
20 – 27 GIUGNO 2009 – “Aspetti della vita e dell’opera di Pietro Raveggi inediti o poco conosciuti” a cura del Circolo Culturale Orbetellano “G. Mariotti”. Bruno Ugazzi e Damiani Giovanni hanno illustrato la figura di Pietro Raveggi, uomo, politico, archeologo, storico e la sua importanza per Orbetello e la Maremma a cavallo dei secoli XIX e XX. A conclusione della relazione: dibattito.
21 – 11 LUGLIO 2009 – Oratorio di S. Antonio. Presentazione del libro “ORBETELLO A CONFRONTO”, scritto dal Socio del Circolo Culturale Orbetellano “G. Mariotti”, Edoardo Federici. Si tratta di un libro unico, nato sul campo, con ricognizioni e confronti, interviste a cittadini cultori della storia locale. Un libro davvero interessante, con tante belle fotografie, sapientemente ricostruito per situare nell’attualità le dislocazioni antiche di luoghi ormai scomparsi. Un libro che ci restituisce la storia di Orbetello come quella di un luogo che non finirà mai di stupire.
22 – 19 DICENBRE 2009 – Museo della Civiltà Contadina di Albinia abbiamo organizzazione della conferenza su: LA MALARIA IN MAREMMA, CON PARTICOLARE RIFERIMENTO AL TERRITORIO DI ORBETELLO, professionalmente presentata attraverso la proiezione di fotografie e documenti. Relatrice, la Prof. Doriana Rispoli, presidente del nostro Circolo Culturale.
23 – 5 MARZO – 26 GIUGNO 2010 – In questo periodo, i soci del Circolo Culturale Giovanni Damiani, Edoardo Federici ed Emidio Cagnoli, sono stati impegnati in una serie di otto incontri presso il Centro Diurno Anziani di Orbetello, su momenti particolari della storia e delle tradizioni della Maremma, che sono stati accolti dagli anziani del Centro con entusiasmo, determinando grandi e ideali dibattito attraverso i loro ricordi e le loro esperienze di vita. Questi gli incontro:
1) Orbetello a Confronto. La città come era e come è;
2) Affondamento di una nave americana nel 1945;
3) La Malaria in Maremma, con particolare riferimento al territorio orbetellano;
4) Il lavoro agricolo in Maremma;
5) La pesca lagunare e marittima;
6) Bagni e viaggi di un tempo nella nostra zona;
7) La vite e il vino in Maremma;
8) Musica e Teatro ad Orbetello. Un po’ di storia.
24 – 3 – 9 MAGGIO 2010 – TALAMONE – In occasione del 150° anniversario della sosta di Garibaldi e dei Mille a Talamone, in collaborazione con A.I.C.S – Sporting Club Talamone e con il patrocinio della Regione Toscana, della Provincia di Grosseto e della Direzione Nazionale A.I.C.S. La manifestazione ho avuto il seguente svolgimento:
1) 3 MAGGIO – ore 17,00, inaugurazione ed apertura della mostra: fotografie, documenti e cimeli, relativi alla vita di Giuseppe Garibaldi , sulla sosta dei Mille a Talamone il 7 e 8 maggio, Orbetello e Porto S. Stefano, sui garibaldini della provincia di Grosseto, con documentazione su ciò che accadde in quei giorni sul nostro territorio;
2) 8 MAGGIO – ore 16,30, conferenza dibattito: L’UNITA’ D’ITALIA E’ PASSATA ANCHE DA TALAMONE, con interventi di: Acquaviva Gennaro, Biondi Angelo, Bramerini Annarita, Damiani Giovanni,
Scaparro Fulvio, Veneziani Marcello, Rossi Enzo, Natali Gianfranco e Pellegrini Vasco;
3) ore 20,00, serata con Cena Garibaldina predisposta con le pietanze che Garibaldi mangiò nella trattoria talamonese.
Durante il periodo della manifestazione, ho funzionato un apposito ufficio postale, per un annullo speciale sul 150° anniversario dell’approdo di Garibaldi a Talamone, con una bella cartolina disegnata dal nostro socio Gabriello Marini.
25 – 28 AGOSTO 2010 – TALAMONE – In collaborazione con il Circolo AI.C.S. Sporting Club di Talamone, è stata organizzata una conferenza sul tema: LA MALARIA IN MAREMMA, CON PARTICOLARE RIFERIMENTO AL TERRITORIO ORBETELLANO. Doriana Rispoli e Giovanni Damiani, presidente e segretario del Circolo Culturale, hanno intrattenuto l’uditorio in modo chiaro e particolarmente interessante, con il supporto della proiezioni di foto e documenti. Sono intervenuti anche rappresentanti del Genio Civile e dell’Azienda Sanitaria Locale.
26 – 11 DICEMBRE 2010 – Oratorio S. Antonio di Orbetello, via Dante 21, conferenza sul tema: IL CULTO DI S. MARIA ASSUNTA NELLA CONCATTEDRALE DI ORBETELLO. VIAGGIO NELLE ORIGINI STORICHE E PREISTORICHE DEI CULTI AL FEMMINILE. Il numeroso pubblico, è stato intrattenuto, con una esposizione chiara e interessante su questo tema da Rossella Rispoli, con il supporto della proiezione di bellissime fotografie e documenti.
27 – 18 DICEMBRE 2010 – Oratorio S. Antonio di Orbetello, via Dante 21, è stata riproposta, dopo Albinia e Talamone, la conferenza sul tema: LA MALARIA IN MAREMMA, CON PARTICOLARE RIFERIMENTO AL TERRITORIO ORBETELLANO. Come sempre e con la chiarezza che la distingue, Doriana Rispoli, presidente del Circolo Culturale ha trattato l’interessante tema, con le sue malefiche ripercussioni negative sulla Maremma del passato. Giovanni Damiani è intervento su aspetti strettamente locali di questo flagello del passato. Anche in questo caso, gli interventi sono stati supportati dalla proiezione dei fotografie e documenti.
28 – 8 GENNAIO 2011 – Oratorio S. Antonio di Orbetello, via Dante 21, organizzazione di un incontro dal titolo: VIAGGIO NELLE ORIGINI STORICHE DEI MONUMENTI DELLA CITTA’ DI ORBETELLO. Relatori Giovanni Damiani ed Edoardo Federici.
29 – 29 GENNAIO 2011 – Oratorio S. Antonio di Orbetello, via Dante 21, presentazione di un audiovisivo sul tema: LE DONNE NELLA PITTURA DI CARAVAGGIO. La narrazione svela l’identità delle modelle che posarono per i suoi quadri, le loro storie e le motivazioni di queste scelte, che possono risultare utili per comprendere meglio le opere del Maestro e per approfondire le caratteristiche sociali ed umane dell’artista, i suoi sentimenti e Mariotti”, è stato realizzato:
– Adattamento del testo: Edoardo Federici, Rossella Rispoli e Francesca Celestra;
– Voce narrante: Marialetizia Cannas;
– Montaggio: Edoardo Federici.
30 – 5 MARZO 2011 – Oratorio S. Antonio di Orbetello, via Dante 21, presentazione di un audiovisivo sul tema: UN GIRO INTORNO ALLA CITTA’ PER AMMIRARE LE MURA CICLOPICHE DI ORBETELLO, con una bella esposizione introduttiva di Doriana Rispoli, presidente del Circolo Culturale Orbetellano. L’origine e la datazione dell’opera poligonale hanno sempre appassionato archeologi e studiosi i quali, da tempo immemorabile, discutono intorno al popolo che inventò questo sistema di costruire con grossi blocchi poligonali, sovrapposti senza malta, Quelle di Orbetello, hanno un ulteriore tratto caratteristico: sono costruite sull’acqua. In questa occasione, una narrazione a più voci ha cercato di approfondire le ipotesi sulla storia di queste poderose e antichissime mura orbetellane.
31 – 25 GIUGNO 2011 – Oratorio di S. Antonio di Orbetello, Via Dante, 21, organizzazione della conferenza: “NASCERE IN MAREMMA- un viaggio nelle usanze e nelle curiosità relative al parto e alla sua assistenza”, relatrice ROSSELLA RISPOLI. La relatrice, coadiuvata dalla proiezione di fotografie e documenti, ha accompagnato un attento e numeroso uditorio, in un viaggio estremamente interessante, riportandolo indietro nel tempo con il ricordo di slanci di grande umanità ma, nello stesso tempo, percorsi dal dolore e da una vità spesso gravata da stenti e difficoltà inaudite. Tuttavia, quegli stenti e quelle difficoltà, venivano superate dall’aiuto reciproco e dall’amicizia che allora regnavano nel cuore delle genti.
32 – 30 GIUGNO 2011 – Mostra di immagini, documenti, fotografie e cimeli, organizzata ed allestita a Talamone nell’ambito delle manifestazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia – 30 giugno/ 3 luglio, in collaborazione con la Pro Loco Talamone e lo Sporting Club Talamone, con il patrocinio di Regione Toscana, Provincia Grosseto, Comune di Orbetello e AICS Direzione Nazionale. Nei quattro giorni della manifestazione, hanno avuto svolgimento, un convegno sui temi dell’Unità d’Italia, una Regata Remiera dei Mille con la partecipazione di cinque gozzi dedicati alle città di Quarto, Talamone, Marsala, Calatafimi e Teano e con una targa donata dal Presidente della Repubblica. Le manifestazioni si sono concluse con la Cena Garibaldina, con le pietanze consumate dal generale Garibaldi nella sua sosta a Talamone.
33 – 13 AGOSTO 2011 – Orbetello, Piazza Giovanni Paolo II, in occasione del CONCERTO SOTTO LE STELLE, abbiamo presentato il libro “IL RISORGIMENTO ITALIANO. IMMAGINI E DOCUMENTI. TOSCANA MAREMMA TALAMONE”, a cura Giovanni Damiani, Doriana Rispoli ed Edoardo Federici, edito dal Circolo Culturale Orbetello G. Mariotti e prodotto dalla C&P-Effici di Arcidosso. Il libro è uscito a conclusione delle manifestazioni effettuate nel Comune di Orbetello per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia e raccoglie gran parte del materiale fotografico-documentario delle tre mostre allestite a Talamone negli anni 2007, 2010 e 2011, oltre a rappresentare storia e avvenimenti di quel periodo nella provincia di Grosseto.
34 – 27 AGOSTO 2011 – Presentazione a Talamone del libro “IL RISORGIMENTO ITALIANO. IMMAGINI E DOCUMENTI. TOSCANA MAREMMA TALAMONE”. In questa occasione la presentazione è stata illustrata dalla proiezione di fotografie e documenti storici.
35 – 10 SETTEMBRE 2011 – Organizzazione del 9° Convegno “Maremmani da Ricordare” presso l’Auditorium, con il patrocinio del Comune di Orbetello. Il personaggio ricordato in questa occasione è stato Giovanni Giuseppe Bartolomeo Vincenzo MERCI, nato a Orbetello nel 1750. Fu il più grande prestigiatore europeo del suo tempo, in arte Joseph Pinetti de Marcì conte di Villedal. Il Convegno dal titolo “L’avventurosa vita del più grande prestigiatore del settecento”, di cui è stata relatrice il nostro Presidente Prof. Doriana Rispoli, che ha messo in evidenza le grandi doti di questo nostro poliedrico concittadino, che fece arrivare la sua arte in quasi tutta l’Europa ed ebbe il merito di porre su basi fisiche e meccaniche, facendoli assurgere ad arte, esperimenti memorabili che presero il nome di magia bianca. Nell’occasione il mago Graziano Boggi intrattenne il pubblico con un suo interessante spettacoli di magia.
36 – 8 OTTOBRE 2011 – Presentazione del libro “L’ARCIVESCOVO DEVE MORIRE. Oscar Romero e il suo popolo” di Ettore Marina, presso l’Oratorio di S. Antonio, Via Dante 21, Orbetello, con il patrocinio del Comune di Orbetello. Con questo bel libro con il quale Ettore Masina ricostruisce la vicenda e la “conversione ai poveri” dell’Arcivescovo. La colpa di Oscar Romero? Essersi lasciato convertire dai poveri. Essere diventato, da prete conservatore, la voce più forte di denuncia delle violenze subìte dai campesinos, dagli operai, dagli stessi preti, dalle donne che stavano dalla parte del popolo. E che così diventavano nemici da schiacciare, per i padroni della terra, per il governo appoggiato dagli Usa, per l’esercito e i carnefici degli squadroni della morte. Nell’occasione, la nostra concittadina Lucia Goracci, che ha dialogato con l’autore ed è venuto fuori un caldo e interessante incontro, che ha evidenziato, come nel terzo millennio ci siano popoli senza libertà e democrazia, che continuano a morire per la prepotenza di pochi.
37 – 15 OTTOBRE 2011 – Oratorio di S. Antonio, Via Dante 21, Orbetello. Il giovane Alessio Schiano ha presentato “INVITO ALL’ASTROFISICA. Relazione sulle dinamiche del cosmo”. L’uditorio, molto numeroso, è rimasto affascinato dal racconto di Alessio, diciassettenne orbetellano, che per un ora e mezzo ha trattato questo difficile tema con dovizia di particolari e con una padronanza fuori dal comune.
38 – 5 NOVEMBRE 2011 – Auditorium Comunale, Piazza Giovanni Paolo II, Orbetello. Conferenza con presentazione della Tesi di Laurea del nostro concittadino Giorgio Marri “I SEGNI DELLA STORIA E LE NUOVE TECNOLOGIE. IL PARCO DELLE CROCIERE DI ORBETELLO”. Sono intervenuti il Dottor Giorgio Marri e l’Arch. Stefano Sagina, che hanno affrontato il tema importante di un possibile sviluppo futuro del Parco delle Crociere, dal punto di vista culturale, ma strettamente legato allo sviluppo economico della nostra comunità.
39 – 17 DICEMBRE 2011 – Oratorio di S. Antonio, via Dante 21, Orbetello. La conferenza dal titolo “LE LUCI DEL GOTICO”, tenuta dal giovane diciassettenne Lorenzo Fusini è stato un evento degno di nota, per l’esordio del giovane Lorenzo ma, soprattutto, per le sue rilevanti competenze che, con particolari approfondimenti, ci hanno fatto immergere e ammirare tutti i particolari artistici di quel periodo storico. E’ stata una serata all’insegna della cultura, evidenziata dalle magnifiche cattedrali italiane e dal Duomo di Orbetello, quali esempi di bellezza per tutto il mondo.
40 – 11 – 22 GENNAIO 2012- Sala Espositiva dell’ex Frontone, Piazza della Repubblica, Orbetello. Il Circolo Culturale Orbetellano “G. Mariotti” e l’Associazione “Albinia Viva”, hanno portato ad Orbetello la bella e interessante mostra “TRASFORMAZIONI DEL PAESAGGIO IN MAREMMA. 150 anni dell’Unità d’Italia”, allestita a Grosseto dall’Ordine degli Architetti, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Grosseto che, pur in un periodo invernale, è stata visitata ed ammirata da numeroso pubblico, che ha potuto rendersi conto delle grandi trasformazioni avvenute in Maremma negli ultimi 150 anni. La mostra ha avuto il patrocinio della Provincia di Grosseto e del Comune di Orbetello.
41 – 24 FEBBRAIO 2012 – Oratorio di S. Antonio, via Dante 21, Orbetello. “LE CONFESSIONI DI CRISTOFORO COLOMBO NEL VIAGGIO DI RITORNO”. Rappresentazione teatrale scritta e interpretata da Alessandro Panini Finotti. “E’ l’alba del 16 gennaio 1493 e Colombo sta per alzare le vele per tornare in Europa. Al suo fianco un fraticello Gian Bernardino Monticastri. E’ il suo confessore, ma è soprattutto un amico. I due parlano e Colombo sente il bisogno di confidare al francescano qualche segreto della traversata …” Una bella serata passata insieme ad un numeroso uditorio, che alla fine ha riservato un lungo applauso all’autore ed attore.
42 – FESTE DI MAGGIO 2012 – In occasione delle feste di maggio 2012, il Circolo Culturale Orbetello “G.Mariotti”, insieme al Circolo Trasvolatori Atlantici ed in collaborazione con la Pro Loco Lagunare, ha allestito una interessante Mostra fotografica documentaria, sulle tradizioni della comunità orbetellana e del sud della Maremma Toscana, che è stata visitata da numerassimo pubblico e ha riscosso un grande consenso. Centinaia di fotografie e documenti, sono rimasti esposti dal 6 al 13 maggio.
43 – 11 MAGGIO 2012 – Sempre nel programma delle feste di maggio 2012, il Circolo Culturale Orbetellano ha organizzato, presso l’Auditorium Comunale, un incontro con la cittadinanza sul tema: “STORIA E TRADIZIONE DEL TERRITORIO ORBETELLANO” , con relazioni di Francesca Celestra e Giovanni Damiani. Nell’ambito dell’incontro è stato presentato il libro: ”ORBETELLANI DA RICORDARE” di Maurizio Caprara e Giovanni Damiani.
44 – 26 MAGGIO 2012 – Oratorio di S. Antonio, Via Dante 21, Orbetello. La conferenza dal titolo ARCHITETTURA GOTICA A SIENA, tenuta da Lorenzo Fusini, ha richiamo un numeroso e attentissimo pubblico, che alla fine ha applaudito a lungo il giovane conferenziere. Una brillante esposizione, che oltre a confermare l’interesse per il tema, ha confermato la vasta cultura e gli studi approfonditi fatti dal nostro giovane amico di Porto Ercole.
45 – 8 DICENBRE 2012 – Piazza Eroi dei due mondi – In collaborazione con la Casa Editrice EFFIG di Arcidosso, organizzazione della vendita straordinaria di libri prodotti dal nostro Circolo Culturale ed altri libri di storia e tradizioni della Maremma, per raccogliere fondi da devolvere alle famiglie alluvionate dalla recente alluvione del territorio di Albinia e dintorni.
46 – 22 DICEMBRE 2012 – Saletta delle riunione del BAR ROSSI di Orbetello: presentazione del libro di Massimo Caprara e Giovanni Damiani “ORBETELLANI DA RICORDARE”, prodotto dal Circolo Culturale Orbetellano, con la partecipazione degli autori e dell’Editore Mario Papalini. Anche in questa occasione il 50% della somma raccolta con la vendita del libro è stato devoluto a favore delle famiglie alluvionate.

CRONACA DELLA CORSA CICLISTICA “ETRURIA” – 1926. Feste di maggio

Giovani ciclistiIndetta dall’Unione Sportiva Orbetello si svolse la corsa ciclistica “Etruria” sul percorso Orbetello-Magliano-Scansano-Grosseto-Orbetello (Km. 125), riservata ai dilettanti di 3^ e 4^ categoria.
Alle ore 7,10 venne dato il via a 14 corridori dal Bar Nazionale e subito il gruppo parti veloce veloce favorito dal tempo splendido e dalla temperatura – avuto riguardo alla stagione – non eccessiva.
Dopo la Barca del Grazi abbandonarono la pianura maremmana e cominciarono a salire. I corridori attraversarono Magliano e successivamente transitarono da Pereta ove Napolitano vinse il traguardo a premio.
Sulla salita di Scansano ebbe origine uno strappo di alcuni corridori e la fase culminante della lotta, si risolveva in favore di Fucci, Napolitano e Bonsanti. Anche il traguado del paese degli olmi fu appannaggio di Napolitano.
Di qui si cominciava a discendere e ci si avvicinava al capoluogo della Provincia. Fucci intanto si era sbarazzato dei due compagni di fuga, attardati da incidenti di macchina o forature; e così passava solo da Grosseto, inseguito invano dal bravo Napolitano e dallo sfortunato ma tenace Bonsanti.
Alle ore 11,26 Fucci, compiuti i dieci giri sulla pista di Orbetello tagliava il traguardo finale fra le acclamazioni di un discreto pubblico.
Dopo dieci minuti giungeva Napolitano e poi un gruppetto di tre corridori che veniva liquidato da Altissimi seguito a ruota da Bonsanti.
Seguivano altri in tempo massimo.
Buona l’organizzazione lungo il percorso.

1 – Fucci di Grosseto, alle ore 11,26, in ore 4,16 alla media oraria di 29 circa Km.,
su bicicletta Zanzara-Cipriani;
2 – Napolitano di Orbetello, alle ore 11,36, su bicicletta Aprili;
3 – Altissimi di Roma, alle ore 11, 56
4 – Bonsanti di Orbetello, a ruota;
5 – Burroni di Grosseto, a due iciclette;
6 – Storai di Montepescali, alle ore 12,50;
7 – Sebastiani Marino di Orbetello.

********************

RIUNIONE CICLISTICA IN PISTA

Nel pomeriggio, coll’intervento dei corridori reduci dalla corsa “Etruria” e del campione romano Richetti, si sono svolsero le seguenti gare ciclistiche sulla pista di Orbetello.
Velocità Indipendenti
1^ batteria: Nardulli – 2^ batteria: Saperi – 3^ batteria: Velasco – Repechage: Paolini.
Finale
1° Saperi – 2° Velasco – 3° Nardulli – Non piazzato Paolini.

Individuale dilettanti: 60 giri con tre traguardi.
Partono: Richetti – Napolitano – Bonsanti – Aldi – Pecci – Altissimi e Storai.
Corsa monotona ad andatura turistica. Fiacchi tentativi di fuga. In compenso numerosi incidenti che riducono assai il gruppo.

1° Traguardo: Richetti – Bonsanti – Napolitano.
2° Traguardo: Napolitano – Richetti – Bonsanti
3° Traguardo: Napolitano – Richetti.
Classifica: 1° Napolitano – 2° Richetti.

Mezzofondo Indipendenti:
Velasco Antonio guadagnava ben presto un netto vantaggio che portava con marcia metodicamente veloce ad un giro, mentre nelle posizioni retrostanti lottaano Lamioni e Lubrano, che terminano nell’ordine.

Macht Richetti – Napoletano su otto giri:<a
Vinceva Napolitano che conduceva per tutto il tempo. Richetti sul traguardo rinviene velocissimo ma il suo avversario riusciva a conservare un netto vantaggio di mezza ruota.

Pubblico scarso, mediocre l’organizzazione.

********************

di Giovanni Damiani Inviato su Varie

AUTOSTRADA TIRRENICA – COMUNICATO STAMPA

Diga_da_terrarossa_ridotta2Il Circolo Culturale Orbetellano “Gastone Mariotti” rende noto di non condividere la scelta della Regione Toscana sull’ubicazione dell’Autostrada Tirrenica in quella parte del territorio del Comune di Orbetello.
Questa scelta, oltre a vanificare l’interessante lavoro effettuato in questi anni con le istituzioni del territorio, con i cittadini e le loro associazioni, per trovare una soluzione che salvaguardasse il delicato tratto di costa e il futuro della comunità, non tiene conto nè dei vincoli di tutela del territorio, né della fragilità dell’ambiente lagunare, né della salute pubblica dei centri abitati e, soprattutto, non tiene in nessun conto il futuro socio economico e culturale dell’economia orbetellana e dei pareri del Comune e della Provincia.
Siamo quindi in sintonia e solidali con l’associazione Colli e Laguna di Orbetello, nel sostenere che si tratta di uno “schiaffo alla Democrazia, sulla quale la Nazione si proclama fondata e della quale la Regione Toscana si vanta di voler concretizzare una forma più partecipata.”
Una decisione dunque estremamente negativa e di una cecità estrema, che sacrificherà ulteriormente la comunità orbetellana, già tanto in difficoltà la quale, dovrà ricominciare da zero per darsi un nuovo assetto socio economico culturale, dato che quello sviluppatosi in tanti anni di duro lavoro, risulterà nella quasi totalità danneggiato, o addirittura distrutto.
Riteniamo che la Regione deve tener conto delle richieste di centinaia di famiglie, di operatori economici, di tante aziende, che hanno animato e sostenuto associazioni che si sono battute in favore di una soluzione la meno dannosa possibile per l’economia di questo territorio, alle quali hanno delegato la proposizione di un tempestivo ricorso al TAR, con proposte che riteniamo assolutamente in linea con una soluzione adeguata del problema e con una posizione di grande correttezza democratica e istituzionale, che invece è stata, senza alcun riguardo, mortificata.
Auspicando che si trovi il coraggio di riaprire il dialogo con la possibilità di ripensare la scelta attuale, facciamo presente che continueremo ad essere solidali e insieme a tutte le altre associazioni cittadine e di categoria, ci opporremo, in tutti i modi consentiti, a questa decisione, ritenendola dannosa per lo sviluppo socio economico e culturale per l’intera Regione.
Orbetello, 13 aprile 2013

di Giovanni Damiani Inviato su Varie

LA FAUNA NEGLI STATUTI DI ORBETELLO DEL 1414

1928 - Alla Peschiera di NassaL’esame, anche incompleto e non approfondito, della storia della Laguna di Orbetello e della sua evoluzione, nonché del suo circondario, ci pone immediatamente di fronte a temi ambientali di eccezionale rilevanza, a momenti storici, umani e sociali di grande intensità e vitalità, che aprono scenari di particolare interesse per la storia di questo lembo di Maremma, scenari che, quasi sempre, travalicano l’ambito locale.
Appare subito evidente che ci troviamo di fronte ad un patrimonio ambientale di valore eccezionale, un territorio sul quale si è sviluppata e affermata una storia millenaria, una storia che nei secoli ha alternato, per i suoi abitanti, momenti di splendore, a momenti di desolazione, condizionando e regolando la vita delle comunità che la circondano.
Si rileva, quindi, immediatamente l’importanza che la Laguna ha sempre avuto, in particolare, per la comunità orbetellana, continuamente al centro dell’attenzione, del dibattito e delle polemiche, dei conflitti per il suo possesso, o per il suo controllo, accompagnati, spesso, da lotte disperate di tanta gente per la quale la Laguna rappresentava sostegno economico, spesso sopravvivenza.
La pesca, legale o illegale, è sempre stata il settore produttivo per eccellenza e, in tempi ormai lontani, anche la produzione del sale rivestiva una importanza particolare.
Accanto a queste attività produttive, che, come abbiamo detto, hanno sempre formato oggetto di vertenze e conflitti, con momenti che hanno raggiunto anche toni forti e assai aspri, troviamo spazi di tempo particolari, tesi alla salvaguardia ambientale, all’igiene delle acque per garantire l’abbondanza di pesce, ma anche per migliorare la vita delle popolazioni
In questa occasione parleremo solo di norme legislative, di fatti e aneddoti, che riguardano la fauna della Laguna e del territorio circostante, compresi gli animali da lavoro, evidenziati negli Antichi Statuti della Comunità di Orbetello del 1414.
Non si tratta quindi di uno studio circa la fauna che in quelle epoche lontane stanziava o svernava in Maremma, ma di trascrizione di atti per evidenziare qual’era, in quei tempi lontani, l’approccio che le istituzioni e i cittadini avevano con il mondo animale.
Inoltre, dalla trascrizione di queste norme viene in evidenzqa, come accanto a pesci, uccelli ed altri animali che sono chiamati con nomi usati ancora oggi, ne vengono elencati altri con nomi storpiati, o addirittura completamente sconosciuti.

Del modo di vender pescie
In prima nulla persona venda ne vender faccia pescie ad altro prezzo che al infratti vendendo alla petra di piazza et no’ in altro luogo con pesi consueti alla pena di soldi venti per lira.
Prezi del pescie:
– Ragni, Cefali, Celete, Orate a tempo di carnio soldo uno la lira, a tempo di quaresima soldo uno denari quattro la lira;
– Polpo, Sepie, Morene a tempo di carnio denari otto la lira, a tempo di quaresima soldo uno la lira;
– Pesce di mare squamale a tempo di carnio soldo uno denari quattro la lira, a tempo di quaresima soldo uno denari sei;
– Ferrazze, Petrose, Albine, Tormentole a tempo di carnio denari otto la lira, a tempo di quaresima dece la lira;
– Squadri a tempo di carnio denari sei la lira et di quaresima denari otto la lira;
– Columbi, Razze, Pescie moro, Pescie cane, Pescie imperatore di carnio denari tre la lira, di quaresima denari quattro la lira;
– Anguille feminelle stagnasi, Marchioni soldi quattro il filaio de venticinque a tempo di quaresima, et di carnio soldi dui denari sei al filaio;
– Anguille et Marchioni che pesi de una lira lustro si venda la lira in su, et de sei, anguille grosse in tempo di carnio soldi uno la lira et di quaresima soldi uno denari quattro di peso de lira quattro in su.

Delli Imberciatori et Piedicatori
Ciascuno Imberciatore et predicatore (o predicatori) sieno tenuti et debbino d’ogni bestia selvatica che pigliassero portar’ in piazza del Comune et farla macellare et vendere da pregi che qui sotto saranno dichiarati, et in altro luogo non possino vendere non potendo vendere più de lire diece per homo di cervio et di porco cinghiale et di capriolo lire tre per homo pena per chi contraffacessi di soldi quaranta per ciascuno et ciascuna volta, e pregi sonno questi, la libra.
– Porco di ghianda grosso, la libra denari X;
– Porco fuora di ghianda, la libra denari 6;
– Cervio maschio grosso, la libra denari 6;
– Cervia femina, la libra denari 4;
– Cervio in luto cioè da mezzo settembre a calende di novembre, la libra denari 4.

Del modo di vendere Uccelli
Qualunque vendesse folche, anetre, germani e mortiti et altre generatione de Uccelli siano tenuti a portarli alla piazza del Comune et di vendere per li infrascritti pregi.
– Folche, el paro soldi 3;
– Anetre, el paro soldi 5;
– Germani, el paro soldi 6;
– Mortiti, el paro soldi uno denari 4.

Delle pene de chi percotesse bestie
Se alcuna persona percotesse alcuna bestia altrui, domata o brada che ne uscisse sangue, paghi per ciascuna volta lire cinque de denari et per bestie minute soldi venti, et si tale bestia morisse per tale percossa paghi di pena lire diece della bestia grossa, et soldi quaranta della minuta, et in ogni caso mendi el danno.

Si noti il “percotesse alcuna bestia altrui”; ciò fa pensare che fosse lecito percuotere una propria bestia, senza incorrere in sanzioni.

Di chi pigliasse lupo
Qualunque pigliasse o, uccidesse lupo debba havere dal Comune per ciascuno lupo maschio soldi venti et per la femina soldi trenta.

TURISMO, CULTURA E SVILUPPO DEL TERRITORIO

?????????Ritorno ancora sull’argomento dei beni e delle attività culturali, legati allo sviluppo economico di una zona, perché, anche se a certi livelli se ne parla, purtroppo, le cose non fanno un passo avanti. Nessuno di coloro che sono deputati a portare avanti questi temi nell’interesse della comunità, con il Comune in prima fila e poi via via, partiti politici, cittadini e loro associazioni, realtà economiche, hanno intenzione di aprire un dibattito il più largo possibile su questi temi per trovare, tutti insieme, delle soluzioni adeguate e ci contentiamo di organizzare qualche iniziativa del tutto staccata dal contesto, che, purtroppo, lascia le cose come stanno.
Affrontare il lavoro di recupero delle emergenze storiche, artistiche, naturalistiche e delle tradizioni di un territorio, costituisce uno dei compiti principali dell’amministrazione pubblica, particolarmente nelle zone come la nostra, dove queste emergenze sono strettamente legata allo sviluppo dell’economia e all’assetto del territorio.
Certo, è un compito difficile, reso ancora più arduo dalla carenza, sul posto, di strutture culturali e scientifiche adeguate a rispondere ai più elementari compiti di studio e di documentazione del patrimonio da prendere in considerazione.
Da secoli i resti degli insediamenti eneolitici, etruschi, romani, le vestigia medievali, insieme alla storia che si portano dietro, alle tradizioni e alle bellezze naturali, trasmettono un’immagine banale e abusata di una specie di “eden” dal clima eccezionale, dove esistono luoghi di rara bellezza. Ma a ben guardare, la realtà in cui viviamo, vista da vicino e con occhio attento, fa scoprire ben altre situazioni.
Potremo allora vedere le varie attività che cercano un loro spazio di sussistenza dettato quasi sempre da improvvisazione, la ricerca frenetica di un adattamento alla caotica corsa estiva e l’adagiarsi poi in un negativo letargo invernale, appena ritornato il silenzio.
E’ una situazione che, così come l’abbiamo fatta crescere, ci costringe a guardare ad un turismo che occupa città e paesi, campagne e colline, un turismo che si accontenta, alla meno peggio, del mare e del sole, e che lascia a sua volta, case, alberghi, campeggi, agriturismi vuoti per nove mesi all’anno.
Inoltre, il paesaggio si arricchisce, si fa per dire, di enormi villaggi, di palazzoni non necessari, oltre che brutti, che in un territorio solcato da valli, rappresentato da coste quasi uniche, da paesi antichi e straordinari e da emergenze per boschi e colline fortunatamente ancora, per buona parte, intatte, sembrano costituire, nella maggior parte dei casi, interventi estranei all’ambiente e certamente dannosi.
Tuttavia il turismo, in una zona come la nostra, è necessario. Una volta cessate le attività industriali e minerarie e di fronte ad una agricoltura che arranca dietro ai ritardi di una politica senza capo e improvvisata, questo si è rivelato una delle fonti di entrata più sicura per i residenti.
Partendo da queste considerazioni, le amministrazioni locali dovrebbero sentirsi obbligate a superare la precarietà culturale in cui si dibattono, cominciando ad operare con serietà e ricercando le competenza, che pure ci sono, insieme alla società civile nella sua totalità (cittadini, operatori economici, istituzioni culturali e sociali, mondo del volontariato, ecc.) oggi relegata ad una marginalità biasimevole, per aprire spazi nuovi di studio e di progettazione, per tentare di darci una società meglio organizzata e con un certo equilibrio nel suo sviluppo.
Dunque, “beni e attività culturali” che possono aiutare, concretamente, il territorio su cui viviamo a crescere in modo più equilibrato e senza essere distrutto.
E’, però, necessario comprendere che “bene culturale”, oggi, non è più riconducibile all’ormai sorpassata terminologia di “cosa storica, artistica, archeologica”, ma è identificabile con tutto quanto sia riferibile alla connotazione fisiologica di un territorio o di un evento storico o etnografico nelle varie fasi di trasformazione, sia per quanto riguarda l’ambiente, la sua antropizzazione e le sedimentazioni che nel tempo sono avvenute.
I beni culturali, fino ad ieri considerati “peso morto”, per la loro peculiarità di assorbire forti somme necessarie alla conservazione, in questa visione di “risorsa” necessaria non solo al “godimento pubblico”, come si diceva nel passato, ma anche alla gestione del territorio ed alla promozione culturale e turistica, vengono così a porsi come elemento indispensabile nella programmazione pubblica in ogni campo di attività.
Le leggi regionali, ormai da tempo, hanno previsto una visione unitaria dei “beni” non ripartendoli per “categorie” o per “periodi storici”, ma individuando “strutture di servizio” nuove rispetto alla vecchia ripartizione per tipologie o per aree territoriali, puntando su “comprensori” o “sistemi”, al di la della loro specializzazione – biblioteche, archivi, musei, parchi, ecc., per permettere a tali istituzioni di fruire in maniera più utile delle rispettive risorse, pur nella autonomia scientifica che continuerà a caratterizzarle.
La creazione dei sistemi museale, bibliotecario, archivistico, ecc. doveva ricomprendere e coordinare tutti quegli studi, quelle ricerche, quegli interventi che Soprintendenze, Università, Accademie, Istituti Scientifici, Associazioni ed Istituti Culturali avevano condotto separatamente, molto spesso ignorati dagli Enti Pubblici o essi stessi ignoranti di quanto negli Enti Locali, soprattutto per l’assetto del territorio, per la gestione dell’ambiente o per la promozione culturale, si stesse facendo.
Si dovevano costituite aree sufficientemente piccole, ma significative, per unitarietà storica e geografica, per essere più agevolmente seguite sotto l’aspetto amministrativo e scientifico, un punto di riferimento informativo e formativo capace di documentare, spaziando nei vari settori, ma con il dovuto coordinamento, la realtà del territorio in una “lettura comparata” capace di soddisfare le richieste più diverse: dal compito istituzionale del confronto col pubblico, alla formazione del personale specializzato, dalla difesa del territorio e dei beni in esso esistenti, alla individuazione delle risorse e alla programmazione dei nuovi interventi.
In questi ultimi anni, alcune zone della Toscana più aperte al confronto, alla collaborazione con i diversi soggetti della comunità, superando lo stato di ideologizzazione che tanto danno ha prodotto e ancora produce, qualcosa è stato fatto, mentre in altre zone, fra cui la nostra, dove l’arretratezza di idee è generalizzata e ancora prevalgono interessi personali e di parte, le cose si muovono poco o non si muovono affatto.

di Giovanni Damiani Inviato su Varie

IL BUCO NERO

13 - Povera Italia! -Per buco nero intendo quella “cosa”, che ingoia gran parte degli atti della società civile, il profondo limbo, quel luogo, cioè, dove vanno a finire le cose che non piacciono, che danno fastidio, perché il tempo vi stenda sopra un velo di silenzio E spesso, troppo spesso, questa strategia raggiunge il suo scopo.
Molti si sono ormai arresi, accettando supinamente questa situazione e arrivando persino a intravedere in questo comportamento, un modello dettato dal sistema democratico, un modello che coloro, che in un modo o in un altro, ricevono una qualche investitura, insomma, quando arrivano ad agguantare un po’ di “potere”, si credono autorizzati a fare tutto ciò che vogliono
E, purtroppo, tutto questo è ornai una consuetudine in tutti i settori, soprattutto, della vita pubblica, politica e amministrativa della nostra società.
Diventa così chiaro, che una buona fetta di coloro che vanno ad amministrare la cosa pubblica, dai Comuni al Governo, lo fanno per convenienza, per ricevere appannaggi appetitosi, per sete di potere e per difendere interessi economici, politici, di gruppo, anche familiari.
Gli amministratori pubblici sono, oggi, una miriade (deputati, senatori, sindaci, assessori, presidenti, consiglieri di quartiere, comunali, provinciali, regionali, di consorzi e di tanti altri organismi politico-amministrativi, commissari di enti, membri di commissioni, ecc., che nessuno controlla; e tutti sanno benissimo che un numero considerevole di questi personaggi, se ne sta “con le mani in mano” per la maggior parte del tempo.
E’ però doveroso non criticare solo le “categorie” fin qui elencate. Una critica forte dobbiamo farcela anche noi cittadini che, come dovrebbe avvenire in democrazia, dovremmo essere i controllori di questo operato, di questa miriade di persone pagate col denaro pubblico. Invece cosa fa la maggior parte di noi, si lamenta in continuazione del cattivo operato di chi gestisce il “potere”; lo fa al bar, durante lo struscio per il Corso, insomma, in ogni luogo che non sia quello deputato per organizzare il necessario controllo sull’amministrazione della cosa pubblica.
Nell’un caso che nell’altro, quello che scarseggia, quando non manca completamente, è la cultura (non intendo acculturamento, quello non manca). Per cultura intendo rispetto dell’individuo nel senso più ampio della parola, del suo pensiero, del suo modo di porsi di fronte ai problemi, del suo credo politico e religioso; intendo amicizia, comprensione e collaborazione, tolleranza e solidarietà, bando dell’egoismo e del settarismo. E, mi pare, che dovrebbe essere una cosa scontata il dovere imprescindibile di chi “vuole” il potere e il dovere irrinunciabile del cittadino, di operare perché ciò avvenga davvero.
Questo sfogo, chiamiamolo così, deriva da molte cose che non vanno come dovrebbero, ma oggi desidero soffermarmi su una delle tante cose, che all’apparenza può sembrare poco rilevante ed invece, a mio parere, è assai scorretta ed è il primo atto di quella mancanza di rispetto delle persone, che ormai e diventato pensiero, comportamento di vita, “privilegio” da tramandare.
Parlo delle mancate risposte ai cittadini che sottopongono agli uffici pubblici e locali quesiti, richieste e chiarimenti, che, oltre a venir accolti con supponenza e, soprattutto, con fastidio, vanno a finire, senza pensarci due volte, in quello che ho chiamato “buco nero”.
Pochi, anzi pochissimi, si salvano da questo deprecabile comportamento. E anche coloro che si salvano, non sono esenti da critiche, perché, dolenti o nolenti, sorreggono questo sistema negativo, insomma, a ben vedere, ci sono dentro e ci vivono bene anche loro.

di Giovanni Damiani Inviato su Varie

A PROPOSITO DEI BENI E DELLE ATTIVITÀ CULTURALI NELLA NOSTRA COMUNITÀ

Piazza Eroe dei due mondi già P.GaribaldiLa dizione “beni culturali” cominciata a circolare in Italia intorno agli anni ’60 del secolo scorso e tutta la discussione sviluppatasi in seguito intorno alla tutela, conservazione e gestione, che coinvolse tecnici e studiosi, amministratori della cosa pubblica, mass media, con dibattiti, convegni, inchieste, studi, crearono un certo ottimismo circa il destino del patrimonio culturale nazionale, nel senso che questo interesse sembrava, finalmente poter modificare la sconfortante situazione in cui si trovava il settore.
Si determinarono anche delle modifiche nelle strutture politico-amministrative con la istituzione del Ministero dei Beni Culturali e tutta una serie di adeguamenti a livello locale. Tuttavia, quei cambiamenti furono, purtroppo, assai limitati e, divengono insignificanti se la verifica viene fatta a livello dei Comuni medio-piccoli.
A questo punto è legittimo domandarci se oggi la situazione è tale da far considerare perduta ogni speranza intorno alla tutela, conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale del paese.
Crediamo che le cose non siano ancora giunte a questo punto, soprattutto, se pensiamo che i beni culturali, fra le altre cose, hanno una grande valenza economica; tuttavia, non possiamo nascondere che c’è molto da lavorare e che la strada da percorrere, oltre che lunga, è anche seminata di difficoltà di ogni genere.
Infatti, è ancora molto carente una presa di coscienza del problema da parte di troppa gente e quello che è più negativo, di tanti amministratori della cosa pubblica, spesso prodighi di promesse non sempre mantenute: una consapevolezza, dunque, che stenta a crescere rallentando tutti i processi di sviluppo, quando addirittura non li blocca.
I periodi di crisi economica e sociale, sono spesso quelli che inducono a riflettere e forse i più adatti e stimolanti per lo studio e la formazione di progetti e ricerche, per impostare in modo diverso dal passato il lavoro, per dare soluzione ai problemi che si trascinano da lungo tempo e che sono divenuti improrogabili, se vogliamo fare un salto di qualità.
Dobbiamo acquisire la coscienza, e ciò appare irrinunciabile, della necessità di un netto cambiamento di logica negli investimenti, che non dovranno più essere sganciati da una visione programmatica e unitaria, e consentano, in particolare, una decisa accelerazione dello sviluppo culturale dell’intera comunità.
Per operare questo cambiamento e provocare questa accelerazione bisogna dare centralità a tutte le realtà della vita quotidiana locale, ma anche, e direi in posizione privilegiata, alla cultura quale risorsa importante per la sviluppo economico e sociale, oltre che mezzo di qualificazione di ogni attività dell’uomo.
Ne discende, per quanto riguarda il settore culturale, la conseguenza immediata della capacità di stabilire un nuovo rapporto produttivo e continuativo tra l’azione culturale e chi ne usufruisce.
In questa prospettiva, l’Amministrazione Comunale e il mondo culturale orbetellano, devono domandarsi se le diverse iniziative di tipo “tradizionale” e tradizionalmente concepite e attuate al fine di dare “lustro” alla nostra città siano utili; se servono le mostre, i dibattiti, i convegni, le attività musicali, il teatro, il cinema, le rievocazioni della tradizione; se possono avere un’incidenza locale profonda; se servono davvero quelle attività che spesso non sono saldate organicamente al contesto in cui si rappresentano; se hanno la capacità di portare benefici e di modificare al tempo stesso la nostra situazione.
In altri termini, di fronte ad una iniziativa rispondente ad una domanda di puro “consumo” culturale, senza innestare meccanismi di formazione e di crescita, non diventa obbligatorio privilegiare un nuovo tipo di domanda formativa e di sviluppo?
Se queste osservazioni hanno un fondamento, il nostro interesse e la nostra attenzione dovranno finalmente rivolgersi non solo al palcoscenico ed a ciò che vi si rappresenta ma, soprattutto, alla platea poco affollata, al pubblico sempre uguale, alle mostre apprezzate da critici ed esperti con sale deserte di visitatori: necessario è quindi spostare l’obiettivo dai pochi ai molti, dai privilegiati agli esclusi, o autoesclusi, dai pregiudizi dei luoghi comuni alle analisi puntuali.
Risulta fondamentale a questo punto la conoscenza della realtà in cui operiamo, su cui fondare poi la strategia per arrivare al “nuovo” pubblico, strutturando la spesa per la cultura, pubblica in primo luogo, in un rapporto produttivo legato al territorio, per cui dovranno essere privilegiate le mostre, i concerti, il ciclo di films, i convegni, le rievocazioni storiche e delle tradizioni, ma anche, e soprattutto, la tutela e la valorizzazione dei beni culturali e ambientali, la formazione di momenti di produzione, di gestione e di partecipazione, dando a questo “nuovo” pubblico la capacità di esprimersi e di divenire esso stesso soggetto produttore di culture, un pubblico a cui deve essere posto il problema del riconoscimento, della autoidentificazione e della affermazione, tre momenti importanti di un unico processo che deve essere gestito con oculatezza.
Si potrebbe pensare di poter saltare o abbreviare i tempi necessari di queste fasi, coll’illusione di poter raggiungere subito grandi obiettivi. Ciò non deve accadere, perché correremo il rischio che il pubblico (tale siamo noi, chi parla e chi ascolta e non sempre soltanto “gli altri”) continui a vivere le divisioni tra comportamento produttivo (critico, attivo, creativo verso le strutture economiche) e consumistico (acritico, passivo, sterile) verso prodotti culturali di quelle stesse strutture.
La storia e le tradizioni di questa parte della Maremma, la storia e la vita delle sue antiche popolazioni, l’opera importante e la vita dei nostri illustri concittadini nella cultura, nel lavoro, nelle scienze, la tutela e la conservazione del patrimonio archeologico e monumentale, l’ambiente naturale, sono tutte emergenze, per certi versi uniche nelle loro specificità, che devono essere valorizzate per divenire uno dei tanti possibili elementi di sviluppo culturale e di civiltà, ma, soprattutto, di un sostenibile sviluppo economico e sociale.
Allora, oltre alle idee, occorrono intese e collaborazioni fra le varie realtà della comunità, idee, intese e collaborazioni che hanno sempre stentato a svilupparsi, perché l’Amministrazione Comunale, che dovrebbe fare ogni sforzo per valorizzare queste realtà, non è mai stata un punto di riferimenti, ne morale, ne economico, ne per le strutture logistiche necessarie allo sviluppo di queste attività. Anzi, molto spesso abbiamo avuto e continuiamo ad avere la sensazione che l’associazionismo e il volontariato siano guardati e trattati come antagonisti.
Bisogna comprendere velocemente, che l’associazionismo e il volontariato sono un bene straordinario per la comunità; se queste realtà si sviluppano significa che la comunità progredisce economicamente e culturalmente, non solo, un’amministrazione comunale che si rispetti, dovrebbe operare con tutte le sue forze perché questo sviluppo si consolidi, predisponendo gli atti necessari alla sua valorizzazione.
Con questi obiettivi da realizzare, occorre dare all’Assessorato ai Beni Culturali, che è sempre stato accorpato ad altri settori della vita comunitaria e relegato a fanalino di coda, una piena e completa autonomia politico-amministrativa, come avviene per altri assessorati, una adeguata dote finanziaria, e sufficiente personale, perché possa svolgere tutte le sue funzioni celermente e con competenza.
In questa riorganizzazione dell’Assessorato la Biblioteca Comunale deve avere un ruolo centrale e, come abbiamo già evidenziato, deve divenire il centro motore della politica culturale sul territorio comunale, mettendo in essere tutte quelle collaborazioni di cui abbiamo parlato.
Le frazioni di Orbetello Scalo, Albinia, Talamone, Fonteblanda e tutto il territorio comunale con i suoi centri abitati (Polverosa, S. Donato, Ansedonia), oltre ad essere parte integrante e sostanziale di progetto unitario, devono avere un attenzione particolare per le potenzialità che esprimono in molti campi dei beni culturali, soprattutto in quello dell’archeologia.
Queste due paginette sono la parte conclusiva di proposte che il Circolo Culturale Orbetellano “Gastone Mariotti”, con i dovuti aggiustamenti in relazione al tempo trascorso, furono rese pubbliche e presentate all’Amministrazione Comunale nel 1998, 2002 e 2008, 2011 senza che nessuno abbia proposto una discussione in merito e senza avere mai ricevuto alcuna risposta.